“Fasano ci ringrazi”

Barba risponde a Fasano

I debiti del Comune sono stati risanati, le parcelle degli avocati ridotte, come le tasse a carico dei cittadini. Così Vincenzo Barba, sindaco di Gallipoli, si difende dalle accuse di Flavio Fasano, consigliere comunale Ds

“Spiace notare che in un momento così difficile per la città di Gallipoli e per i gallipolini il consigliere di minoranza Flavio Fasano trovi modo e tempo per polemizzare su una vicenda che è il fiore all’occhiello dell’attività amministrativa della compagine da me guidata, e cioè la quadratura dei conti di un bilancio che ci avrebbe dovuto portare sull’orlo del baratro e che invece grazie al lavoro congiunto dei consiglieri di maggioranza e degli assessori e dei dirigenti comincia a portare tra i Comuni più virtuosi d’Italia”. Così Vincenzo Barba, primo cittadino di Gallipoli, risponde alle accuse che gli sono state rivolte nei giorni scorsi da Flavio Fasano, consigliere Ds. “Di che cosa ci rimprovera – continua Barba – il consigliere Fasano? Di aver ottenuto l’abbattimento dei debiti comunali? Di essere riusciti a limitare le pretese di tanti avvocati che per stima e fiducia nella mia persona e per condivisione della gestione politica hanno rinunciato a pretendere quanto loro spettante per venire incontro alle esigenze delle casse del Comune di Gallipoli e dei suoi cittadini? Di avere ottimi rapporti con i principi del Foro che ci hanno praticato uno sconto considerevole per salvare la nostra città da una marea di debiti che anche l’ex sindaco Fasano aveva ben contribuito a fare? A Flavio Fasano – aggiunge il sindaco – voglio dire tre cose: non sia irriconoscente e ringrazi i consiglieri di maggioranza, la giunta e l’intera amministrazione per aver operato un risanamento di conti a partire dalla rinegoziazione di salate parcelle che le vecchie amministrazioni, compresa la sua, volevano far pagare ai gallipolini; io ringrazio gli avvocati salentini perché hanno accettato in nome della mia persona, della mia onorabilità e dei progetti di questa amministrazione, di autoridursi i compensi che avevano maturato nel Foro e che avrebbero potuto esigere; è vero, le parcelle degli avvocati non sono il mercato delle vacche grasse come dice lui. Ma io mi permetto ricordargli il fatto che le casse comunali non sono e non devono essere assolutamente considerate vacche da mungere per arricchire amici e amici degli amici”.

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