300

Per una volta non una seconda visione. Ma il film evento del momento. 300, il racconto epico della battagli al passo delle Termopili tra Greci e Persiani. Amato odiato e discusso. Dal fumetto di Frank Miller e Lynn Varley.

Dimentichiamo la Storia, non è di quella che stiamo parlando. Siamo invece in piena Epica, 300 ricorda più il Conan di John Milius (o anche ovviamente Le Due Torri di Peter Jackson). Per esempio è il voice off di Delio, narratore e unico supestite, a dare ritmo e pathos al racconto. Sangue urla, sudore, fango, pioggia, morte, scudi e spade. La messa in scena è stilizzata dalla fotografia digitale desaturata ma è contemporaneamente potente e eccessiva. In questa esagerazione visiva la contrapposizione tra bene e male diventa contrapposizione tra onore, bellezza e virtù da un lato, contro orrore, mostruosità, abiezione dall'altro. In quest'ottica a di strano che i 300 di Leonida si scontrino perfino con gli immortali… urukai tolkeniani 🙂 L'intrigo di palazzo con il ruolo giocato dalla regina è la parte più debole della storia e anche, assieme al monologo finale, la parte più smaccatamente propagandistica. Un qualunque racconto in cui c'è una contrapposizione netta tra buoni e cattivi, tra giusto e sbagliato, tra bene e male è, di per se propagandistico. E già il bel fumetto di Miller (del 1998) mostrava una visione decisamente schierata a destra. Nella trasposizione però gli sceneggiatori vanno sul sicuro e calcano la mano, chiarendo abbastanza in fretta, con tutta una serie di sfumature, l'associazione Sparta/USA. Però alla fine chissenefrega. Il cinema è sempre stato anche uno strumento di propaganda e questo non (mi) ha mai impedito di amare Ombre Rosse o la corazzata Potiemkin. la trasposizione dal fumetto è eccezionale, Zack Snyder si inventa un montaggio che tra rallenty, accelerazioni e bullet time da lo stesso ritmo che Miller da alle tavole del suo fumetto. Molto meglio della pedissequa trasposizione in immagini che Rodriguez ha fatto con Sin city (operazione sicuramente interessante, ma irripetibile, pena la noia visiva). Insomma non un capolavoro ma un film dannatamente divertente, girato molto bene e che rappresenta un nuovo modo di trasporre il fumetto in cinema.

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