Siamo tutti brindisini

Col no al rigassificatore nasca il Grande Salento ecologista

A Brindisi il rigassificatore della British Lng non si farà. Il ministero dell’Ambiente ha revocato il a osta rilasciato nel 2002 per la costruzione dell’impianto e ha dichiarato illegittima l’opera. Il successo porta la firma di Roberto Fusco, l’avvocato che ha scelto di ricorrere di fronte alla Commissione europea e che ha difeso la causa ecologista di Comune e Provincia contro il colosso dell’energia. Una vittoria che non riguarda solo le amministrazioni brindisine (Comune, Provincia, Autorità portuale), a cui si è aggiunta la Regione Puglia, unite al di sopra delle bandiere politiche in nome degli interessi del territorio, ma l’intero Sud, che ha fatto prevalere la logica del perseguimento della qualità della vita e della tutela del territorio contro le logiche del profitto. E’ un momento storico, non solo perché i cittadini e le associazioni hanno incessantemente picchettato contro l’impianto, alimentando un movimento d’opinione che non si poteva ignorare, ma anche perché il coraggio dimostrato dai brindisini segna il passo di una svolta nella coscienza collettiva: la tutela dell’ambiente e la produzione di energia pulita sono un binomio inscindibile per elevare la qualità della vita di ogni cittadino del Pianeta. Ma mentre a Lecce si contesta Giovanni Pellegrino, unico sostenitore di una causa, quella dell’ampliamento della statale 275 fino a Montesano, che fino a ieri era condivisa dai Comuni del Capo di Leuca e che oggi vogliono, con una sterzata inspiegabile, le 4 corsie fino al santuario De finibus terrae, a Brindisi non ci si ferma. Già annunciano battaglie per ridurre il carbone in ingresso nel porto di Brindisi e destinato ad alimentare le centrali Enel e Edipower, carbone che fa di Cerano l’impianto a più alta concentrazione di anidride carbonica in Italia (fonte: Sole 24 ore). Un inquinamento che patiscono i leccesi, perché i fumi trasportati dal vento fanno di Lecce la zona con la maggior incidenza di tumori della Puglia. A dimostrazione che le azioni scellerate degli uni cadono sugli altri e che lo sviluppo ecosostenibile è l’unica risposta. Si unisca dunque l’inquinata Lecce, la Provincia e i suoi Comuni, al riscatto dei brindisini, perché se l’identità è unica lo ancor di più la terra che la nutre.

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