I Servizi sociali fanno sistema

Ieri l’incontro in Provincia

Il regolamento regionale dei Servizi sociali si articola in cinque punti principali: esigibilità dei diritti; organizzazione; rapporti tra enti pubblici e altri settori del sistema integrato; autorizzazione e controllo delle strutture e dei servizi sociali; strutture e servizi sociali riconosciuti. Provincia e Regione camminano insieme

“Siamo chiamati tutti a concorrere alla traduzione dell’impianto normativo in sistemi efficaci di servizi alla persona. La Provincia di Lecce, che in questi anni ha già dato prova di un impegno particolare nel settore delle politiche sociali, è pronta a fare la sua parte”. A parlare è Loredana Capone, vice presidente della Provincia ed assessora alla Sicurezza e Qualità sociale, in occasione del seminario per la presentazione del “Regolamento regionale del sistema integrato dei servizi sociali n. 4/07 ed attuazione dei Piani di Zona”, i cui lavori si sono svolti ieri nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini. Alla presenza di Anna Maria Candela, dirigente regionale del Settore Programmazione ed Integrazione delle Politiche sociali, dei sindaci, degli assessori ai Servizi Sociali, dei referenti tecnici, dei componenti del Comitato Interistituzionale L.R. 19/06 (Sindacati, Tribunale dei Minori, Prefettura, Centro Servizi per il Volontariato), e degli operatori dei servizi sociali per l’attuazione dei Piani Sociali di Zona, la Provincia di Lecce ha voluto raccogliere il bisogno espresso dal territorio di approfondire le tematiche affrontate dalla legge regionale sui servizi sociali e dal suo regolamento di attuazione. Nel suo discorso, Capone ha illustrato i punti di forza del regolamento: una maggiore attenzione all’integrazione necessaria delle politiche di welfare; una attenzione nuova alle professioni sociali, alla formazione ed all’aggiornamento costante di risorse umane; il coinvolgimento attivo e concreto del terzo settore; il rafforzamento delle prerogative degli utenti; una peculiare attenzione alla partecipazione delle comunità locali; una puntuale definizione delle procedure di autorizzazione al funzionamento dei servizi e delle strutture; la regolamentazione dell’accreditamento dei servizi socio-assistenziali; la centralità acquisita dall’Ambito piuttosto che dal singolo Comune, in ogni azione e procedura. “E’ evidente – ha detto – come tutto ciò ponga le basi per la realizzazione di sistemi e servizi organici ed efficaci, attenti alla domanda, tempestivi nell’offerta; in cui gli utenti abbiano unitario accesso, in cui il Servizio sociale professionale, non più municipale, ma di Ambito, si faccia carico dei bisogni, in cui il sistema dell’offerta pubblico-privata sia integrato, reso complementare, e sottoposto a monitoraggio e verifica costante, per incentivarne qualità ed efficienza”. Il complesso delle norme contenute nel regolamento è articolato in cinque titoli: esigibilità dei diritti; organizzazione; rapporti tra enti pubblici e altri settori del sistema integrato; autorizzazione e controllo delle strutture e dei servizi sociali; strutture e servizi sociali riconosciuti (per minori, per diversamente abili, per anziani). La Regione Puglia si è dimostrata molto sensibile alle esigenze del territorio, accogliendo la proposta lanciata dalla Provincia e fatta propria dall’Upi, di prevedere nel regolamento la costituzione di un Comitato interistituzionale composto anche da rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali, delle organizzazioni sindacali, dei Tribunali per i Minori, per fare ancora di più rete. “La promozione e realizzazione – ha continuato Capone – d’intesa con gli Ambiti, dei progetti e servizi sovrambito, la creazione, d’intesa con la Regione, degli Osservatori provinciali, e la partecipazione alla realizzazione del Sistema informativo regionale, costituiscono altrettanti banchi di prova su cui ci stiamo cimentando. Oltre a ciò, quel lavoro forte di rete, di supporto agli Ambiti ed alla municipalità, di raccordo tra questi ultimi e le politiche educative e del lavoro, attraverso il progetto pianificazione e governance delle Politiche sociali, risulta, da sempre, quell’apporto ulteriore e peculiare che la Provincia di Lecce ha voluto offrire al territorio, e continuerà ad offrire, per l’implementazione di più efficaci politiche sociali”.

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