Arbitro in ospedale per un penalty

Picchiato per un rigore all’ultimo minuto

Durante la partita del campionato allievi fra Real Lecce e Surbo, Raffaele Quarta, arbitro dell’incontro, è stato aggredito con calci e pugni dai giocatori di casa per aver concesso un rigore all’ultimo minuto a favore degli ospiti

Concede il rigore ed è costretto a sospendere la partita. Nonostante il terremoto che si è abbattuto sul calcio nelle ultime settimane e nonostante le riforme adottate dal governo per cercare di placare la violenza nello sport, ci risiamo. Raffaele Quarta, giovane arbitro leccese, durante l’incontro del campionato allievi fra Real Lecce e Surbo, è finito in ospedale dopo esser stato aggredito dai giocatori e da alcuni dirigenti della squadra di casa. Il putiferio è scoppiato al minuto 93 quando il direttore di gara ha fischiato un rigore contro i padroni di casa, mentre il punteggio li vedeva in vantaggio per un goal. Penalty che non è stato mai battuto in quanto il 26enne arbitro, come previsto dalle ultime norme direttive della federazione che sanciscono l’immediata interruzione del match alle prime avvisaglie di violenza, è stato costretto a sospendere la partita e a cercare riparo negli spogliatoi. Ma ad un passo dalla porta d’entrata Quarta è stato raggiunto da alcuni dirigenti e da qualche calciatore della società leccese che gli hanno sferrato calci e pugni. L’aggressione è stata bloccata dalla polizia e poco dopo l’ambulanza ha condotto il giovane arbitro all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. La Tac ha escluso contusioni gravi; per lui solo ferite guaribili in una decina di giorni. I poliziotti della Digos si stanno occupando del caso, gli aggressori a questo punto rischiano di restare lontani dai campi di calcio per sette anni se saranno colpiti dal “divieto di accesso alle manifestazioni sportive”.

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