Troppo ricco per fare il pescatore

Le fiamme gialle hanno sequestrato case, auto e due barche all’uomo e il negozio di casalinghi alla moglie

Troppo divario tra redditi dichiarati e beni posseduti. E i finanzieri sequestrano proprietà per 300mila euro ad Antonio Carlà, trovato lo scorso settembre in possesso di 52 chili di hashish e sei chili di esplosivo

Troppa differenza tra i redditi dichiarati e i beni posseduti nel periodo dal 2003 al 2006. E così i finanzieri si sono insospettiti ed hanno dato il via alle indagini. Che hanno portato al sequestro di beni per 300mila euro all’uomo, Antonio Carlà, che il 6 settembre scorso venne fermato in via Leuca a Lecce con 52 chili di hashish e sei chili di esplosivo. L’operazione è stata condotta dalle fiamme gialle della sezione “Criminalità organizzata” del Gico che hanno sottratto al 39enne un negozio, tre appartamenti, un’auto e due imbarcazioni. L’attività della pesca avrebbe fruttato a Carlà un guadagno non superiore ai cinque-seimila euro all’anno; altrettanti ne sarebbero entrati alla moglie dal negozio di articoli per la casa in via Liguria. Eppure i coniugi avevano acquistato casa a Surbo pagandola in contanti. Il dubbio degli inquirenti era che il patrimonio dei due non derivasse dalle loro attività “ufficiali” ma proprio dall’illecita attività di commercio di droga. Dopo aver verificato i redditi patrimoniali, il giudice per le indagini preliminari Ercole Aprile ha disposto il sequestro dell’appartamento acquistato a Surbo, dei due posseduti a Torre Rinalda, di un motopeschereccio da 50mila euro e di una imbarcazione da pesca ormeggiati nella marina di San Cataldo, di una 4X4 Toyota Rav e del negozio di via Liguria che sta continuando la sua attività gestito da un amministratore. Elio Maggio, legale di Carlà, ha annunciato che presenterà ricorso al tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro e la restituzione dei beni.

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