6 gennaio. Magi e Befana

Con l’Epifania si chiudono le feste legate al Natale

La tradizione della Befana, che a bordo di una scopa distribuisce doni o carbone ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, deriva da credenze magiche precristiane e da quella cristiana dell’adorazione dei Magi. Ed è diffusa anche in Persia, Normandia, Russia ed Africa del Nord

Il termine, “epifania”, che ha origine dal greco, significa “manifestazione della divinità in forma visibile”; in particolare, nella tradizione cristiana, il vocabolo è legato alla manifestazione della divinità di Gesù ai tre Magi in visita a Betlemme, il 6 gennaio, dodici giorni dopo il Natale. L'Italia ha una tradizione tutta particolare e originale legata all'Epifania, che si lega alla figura della Befana. Lo stesso termine “Befana” deriva da una corruzione di “Epifania”, ed indica una figura mitica nell'immaginario collettivo italiano: la vecchietta che, volando di tetto in tetto a bordo di una scopa, durante la notte dal 5 al 6 gennaio, distribuisce doni ai bambini. Ogni bambino riceve il proprio regalo in una calza che, a seconda del comportamento adottato durante l’anno, potrà trovare piena di dolciumi o carbone. L’origine della tradizione della Befana discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: i doni che la vecchietta porta ai bambini ricordano quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi. La Befana, molto più tradizionalmente “italiana” di Babbo Natale, ha così il compito di allietare una commemorazione importante agli occhi dei bambini, facendoli avvicinare con più piacere al significato primo, quello religioso, della festa. Ma la tradizione della Befana non è solo italiana; la si ritrova, infatti, in varie parti del mondo: dalla Persia alla Normandia, dalla Russia all’Africa del Nord. In alcune culture, ricorda il mito della dea genitrice primordiale, signora della vita e della morte, della rigenerazione della natura. In altre, la dea antenata custode del focolare, luogo sacro della casa (non a caso la vecchina si servirebbe proprio dei camini, per entrare nelle case). Un tempo, il giorno dell’Epifania era anche occasione per i meno benestanti di racimolare doni in cibarie recandosi, di porta in porta, a chiedere l’elemosina. Anche questa tradizione, accanto a quella della calza, si ripete ancora oggi quando si vedono frotte di bambini girare di casa in casa la sera del 5 gennaio a richiedere doni e caramelle, cantando la filastrocca “La Befana vien di notte/ con le scarpe tutte rotte/ il vestito alla romana/ viva viva la Befana”.

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