Quanto male può fare?

Si dice che un derby valga doppio. Per fortuna del Lecce la regola non si applica alla classifica

I tifosi biancorossi si sono impossessati del Via del Mare con cori e striscioni che sembrava di stare al San Nicola. L'undici di Maran ha conquistato il terreno di gioco. E noi ancora storditi non riusciamo a quantificare il danno

E' assurdo, quasi da non credere ma del derby Lecce-Bari sarebbe quasi sufficiente dire che si è caratterizzato per i numerosi e rumorosi (più dei giallorossi) nonché pericolosi, ma questo è assolutamente deplorevole, tifosi biancorossi quasi si fosse al San Nicola. Ma il dovere di cronaca impone di riportare anche quanto avvenuto in campo. Poco, molto poco. Anzitutto la gara è iniziata con un posticipo annunciato di 30 minuti, all’inizio si credeva per problemi di ordine pubblico, ma poi si è saputo che i problemi erano di natura logistica (come annunciato dallo speaker), infatti il Bari è arrivato in ritardo. Al fischio d’inizio i giallorssi sono subito sembrati agguerriti e, ciò che sembrava più importante, ben messi in campo, con passaggi precisi e ficcanti. Al 3’ un Valdes in gran spolvero (per tutti i 90 minuti di gioco) entra in area ma preferisce non tirare il passaggio che però viene anticipato e deviato in corner, sui cui sviluppi Giacomazzi sfiora di testa la traversa. Ma l’iperattività dei giallorossi non paga ed al 10’ il Bari ottiene una punizione dalla distanza e Carrus in seconda battuta tira in porta e segna il gol del vantaggio. Ma il Lecce sembra non accusare il colpo e riprende il fiato, i ragazzi di Maran riescono però a gestire la manovra avversaria. Al 21’ Osvaldo spreca l’occasione d’oro: lasciato solo, entra in area, non supera Gillet ma tira ed è di poco a lato. Da qui in poi il Bari rinviene, il Lecce svanisce ed è tutta un’altra storia, al 30’ la punizione conquistata dai biancorossi al limite dell’area è battuta da Ganci che beffa Benussi e segna. 0 a 2. Al 37’ il tiro di Santoruvo è impreciso e due minuti dopo Diamoutene di testa sfiora traversa. Questo l’ultimo episodio significante prima dell’intervallo. All’inizio della ripresa i giallorossi appaiono nuovamente carichi e determinati, Valdes si fa vedere un paio di volte dalle parti di Gillet ed al 6’ viene atterrato in area, il signor Bertini indica il dischetto e si presenta, nell’insolita veste di rigorista, Diamoutene che con freddezza e precisione tira un rigore perfetto che regala il gol dell’1 a 2 ed anche qualche speranza ai tifosi salentini. Al 10’ Maran chiama fuori Ganci per Scaglia e Zeman toglie Babù per inserire il giovane Caccavallo che al 14’ prende in pieno la traversa. Ma al Lecce resta poco per continuare a sperare perché paga il primo (della ripresa) cedimento: al 19’ una svista della difesa e Santoruvo si trova a tu per tu con Benussi (quasi non servirebbe dirlo) lo supera e segna il gol dell’1 a 3. Il resto del temo scorre inesorabilmente ritmato solo dal valzer dei cambi mentre il Lecce scompare ed il Bari (giustamente) si risparmia. Si dice spesso che una vittoria nel derby valga doppio, per la fortuna del Lecce questa regola non si applica alla classica, ma non può essere una consolazione visto che ormai la crisi è dichiarata ed ufficiale. Non soddisfano neppure le parole di mister Zeman che al termine della gara tra gli altri commenti (più o meno della stessa portata) ha dichiarato che il Bari ha vinto la partita solo per degli episodi (due punizioni perfettamente eseguite, aggiungiamo noi). Sarà, ma comunque i tifosi salentini avrebbero sicuramente preferito una vittoria, anche delle più rocambolesche.

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