Traffico e smog: Pisanò replica a Prete

Pisanò: “sproporzionata la protesta di Prete”

Eugenio Pisanò, assessore all’ambiente del comune di Lecce, replica ad Alfredo Prete, presidente della camera di commercio, dopo le critiche rivolte al provvedimento di chiusura al traffico del centro cittadino adottato dall’amministrazione comunale

“Appare quanto mai sproporzionata nei modi e nei contenuti la solita protesta mediatica di Prete, del quale siamo abituati solo ad ascoltare strali senza approfondimenti specifici”. Così Eugenio Pisanò, assessore all’ambiente del Comune di Lecce replica ad Alfredo Prete, presidente della camera di commercio, dopo le critiche rivolte al provvedimento di chiusura al traffico veicolare del centro cittadino adottato dall’amministrazione comunale. “Il Comune di Lecce – spiega l’assessore Pisanò – ha ottenuto nel piano triennale ambiente del 2004 830 mila euro riferiti al servizio di “car sharing”, del quale la provincia di Lecce è il soggetto attuatore. Peraltro, queste sono somme stanziate per le città capoluogo di provincia. L’amministrazione comunale ha presentato nell’aprile del 2006 una bozza di progetto che coinvolge Stp (per i Comuni viciniori) ed Sgm, per l’espletamento di servizi in particolari circostanze nelle quali la città risulta aggredita dai flussi veicolari, come in questo caso. Oggi grazie alla sensibilità di Gianni Scognamillo, assessore provinciale all’ambiente, ed alle mie sollecitazioni sarà avviato il tavolo per predisporre il servizio proprio in queste circostanze. Con una programmazione – continua ancora Pisanò- che riguarda la città capoluogo e i comuni della cinta urbana, grazie al coinvolgimento di Stp. Saranno quadruplicati i servizi navetta e sarà individuato come parcheggio di interscambio dei mezzi pubblici l’ex parcheggio Gil. Pertanto, di rimando al presidente Prete, un amministratore che è anche commerciante intende migliorare la possibilità di accoglienza che la città offre. Se avessimo avuto per tempo le risposte attese e le risorse così come erogate, oggi molto probabilmente avremmo provvedimenti di chiusura più soft e più agevoli per l’intera utenza. Così come accade a Bari, per esempio, dove questo servizio è partito a dicembre. Tanto dovevamo a Prete – conclude Eugenio Pisanò – per dovere di cronaca e per realtà dei fatti”.

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