Una farmacia per Natale. A pochi eletti

Le “ingiustizie sociali” in territorio sanitario

L’Ordine dei farmacisti della Provincia di legge protesta contro gli emendamenti aggiuntivi alla legge regionale sull’assegnazione diretta di sedi farmaceutiche. “Ci aspettavamo un bando pubblico – fa sapere – che desse a tutti le stesse opportunità”

di Flavia Serravezza L’Ordine dei farmacisti di Lecce non ci sta. Scatta la rivolta contro gli emendamenti aggiuntivi alla legge regionale sull’assegnazione diretta di sedi farmaceutiche (legge n.26 del 9 agosto del 2006). Una “legge vergogna” secondo l’Ordine. Che favorirebbe gli ex gestori delle farmacie (14 in tutta la Puglia e nove a Lecce e provincia) che, in seguito a regolare concorso pubblico, si sono visti “espropriare” la concessione provvisoria della gestione ed hanno abbandonato l’attività dietro indennità di avviamento versata dai vincitori del concorso. Ora che nuove concessioni devono essere assegnate, gli emendamenti alla legge recentemente approvata dalla Regione, metterebbero da parte la graduatoria del concorso per consentire agli ex gestori di prendere in consegna le nuove farmacie. “I ricorsi presentati alla Regione dagli ex gestori che hanno dovuto cedere la gestione provvisoria delle farmacie dopo regolare concorso – fa sapere l’Ordine dei farmacisti di Lecce – sono stati tutti respinti. Ma una legge ad personam, così definita anche dall’assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ha funzionato da sanatoria per una questione che giuridicamente era già stata risolta e chiusa. La cosa ancora più grave – aggiunge l’Ordine – è che la nostra battaglia contro questo genere di ingiustizie sociali, che dura da più di un anno, si è risolta in un a di fatto. Quella del pubblico concorso è l’unica strada da perseguire per dare una speranza ai giovani laureati che credono nella giustizia, nella legalità e nella meritocrazia. Ci saremmo aspettati che chi ha presentato tale scempio avesse avuto la stessa solerzia nel bandire un pubblico concorso, nello stabilire nuove norme che accelerassero le assegnazioni delle sedi farmaceutiche a beneficio di tutti e non soltanto di quei pochi eletti che, per grazia ricevuta, si sono visti consegnare, prima del 25 dicembre, il regalo di Natale”.

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