“Saper essere” senza playstation e tv

Il progetto dei Servizi Sociali di Casarano

Dodici mesi per imparare e vivere bene anche senza tv o playstation. Il progetto è stato elaborato dai Comuni dell’Ambito 4 ed è destinato ai bambini di età compresa tra i sei e i 17 anni residenti nei Comuni di Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano, Taurisano e Casarano

Da alcuni giorni, a Casarano è partito uno dei progetti più interessanti del settore dei servizi sociali degli ultimi tempi. Si tratta di “Saper essere”, un progetto elaborato dalla comunità dell’Ambito numero 4 di Casarano (quando ancora si chiamava “Bacino di Casarano”) destinato a bambini e ragazzi dai sei ai diciassette anni, residenti nei comuni di Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano, Taurisano e Casarano. “Saper essere” si pone come una vera alternativa alla televisione o alla playstation e come un aiuto concreto alle famiglie. Il progetto, della durata di 12 mesi, è completamente gratuito. L’elaborazione del progetto è partita da una serie di problematiche, comuni a tutte le famiglie: maggiore solitudine dei bambini e dei ragazzi, affidati sempre più spesso a mezzi mediatici nel trascorrere il proprio tempo libero; un ulteriore affievolirsi del rapporto genitori-figli, specialmente durante la fase adolescenziale; la solitudine della famiglia che si trova ad affrontare una dimensione esistenziale ad alta problematicità dovuta, tra l’altro, a difficoltà di ordine economico, culturale, relazionale; la necessità di intervento sui minori, in particolare su coloro che vivono situazioni di disagio. “Saper essere”, elaborato ai sensi della Legge 285 del 1997, ha anche l’obiettivo di coinvolgere nel processo educativo e formativo non solo la famiglia, ma anche la scuola, i servizi e le agenzie del tempo libero. Per attuare il progetto sono all’opera due equipe tecniche – ognuna composta da un psicologo, un assistente sociale e un pedagogista – e un’equipe operativa di animazione territoriale, composta da animatori, istruttori sportivi, un esperto di musiche e coreografie e alcuni volontari. Le equipe operano nelle strutture messe a disposizione dei comuni dell’Ambito n. 4. I primi giorni di attività ha registrato una buona risposta da parte degli utenti. A Casarano, però, sono ancora pochi i bambini e i ragazzi che partecipano al progetto. Il locale attrezzato per l’animazione, situato all’interno del “Centro anziani” in vico Araldo, è ancora poco vissuto. Per tre giorni alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) nel locale si faranno svariate attività (laboratorio teatrale, cartapesta, musica ecc.) e per tutto il prossimo anno. L’attività degli animatori sembra sprecata per la platea piuttosto striminzita. “Il progetto è partito da pochi giorni – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Antonio Memmi – non è stata fatta adeguata pubblicità, ma faremo presto un po’ di promozione nelle scuole della città”.

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