Laccu che magia

Visitando il borgo antico, in occasione delle feste natalizie a Casarano

E' un’occasione per esplorare l’habitat popolare del rione intorno a via Pendino,col suo lastricato di basoli così vicino ai prestigiosi palazzi signorili di Piazza D’Elia. E' il Natale di Casarano

Luci puntate su case a corte e frantoi ipogei, luoghi animati dagli artigiani d’un tempo… arriva Natale! Le porte di antiche abitazioni e di ambienti sotterranei, legati alla produzione dell’olio e dell’economia passata, si aprono ai visitatori in un percorso che conduce attraverso scorci e suggestivi angoli del centro storico fino alla Natività in grotta. Un’occasione per esplorare l’habitat popolare del rione intorno a via Pendino (via delle trappite),col suo lastricato di basoli così vicino ai prestigiosi palazzi signorili di Piazza D’Elia. Le strutture abitative e di lavoro, certamente da valorizzare come testimonianze di archeologia industriale, riconducono alla loro origine urbanistica medioevale e moderna con le strade in discesa, una pendenza utile al defluire delle acque piovane, nel tessuto di vicoli e cortili. Nel percorso di quest’anno, dopo aver ammirato il monumentale giardino del seicentesco Palazzo De Jiudicibus nel suo scenografico gioco di luci, si potrà riscoprire anche quello più modesto di un’abitazione della Corte Seconda, ricostruendo l’irregolare susseguirsi delle cellule originarie del caseggiato. Attraversata la stanza da letto arredata con mobili d’epoca (telaio, filatoio a pedale, bacinella per il medico, coperta a pizzuddi,etc) e superato il vano ad alcova che si presenta dietro un arco di pregevole fattura, da una scaletta interna si potrà accedere al piccolo orto recintato. Un contesto architettonico che si snoda su livelli e piani di calpestio differenti. Tra varie botteghe (cartapesta, vasaio, etc. ) spiccano portali a bugnato di alloggi del Seicento, impreziositi da mascheroni e nicchie votive. Poi scalette e mignani,soppalchi e scantinati. Oltre ai due giardini, l’itinerario comprende una casa con sappuertu (vano carraio) quattro frantoi ipogei, uno dei quali, recuperato e acquistato dalla stessa associazione “Amici del Presepe”, è adibito a museo della cultura contadina. Tra le altre iniziative dell’associazione, nata nel 1996 ed arrivata orgogliosamente all’undicecimo anniversario con 40 soci, ricordiamo l’addobbo luminario con simbologia pacifista “stella della pace”, i concorsi di poesia, e ultimamente le adozioni a distanza, oltre alle donazioni in beneficenza (70/% degli incassi).

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