Pisanò difende Perrone

L’assessore all’Ambiente del Comune di Lecce replica alle dichiarazioni di Antonio Rotundo

Il nome di Paolo Perrone potrebbe essere quello giusto per guidare la città di Lecce, in continuità con il lavoro svolto negli scorsi ani da Adriana Poli Bortone. Parola di Eugenio Pisanò, assessore comunale all’Ambiente

“Partiamo veramente male. Non appena la Casa delle Libertà indica il suo candidato, il disoccupato eccellente del centrosinistra Antonio Rotundo attacca malamente l’espressione condivisa della Cdl, definendo il buon Paolo Perrone una candidatura di seconda fila”. Eugenio Pisanò, assessore all’Ambiente del Comune di Lecce, replica alle dichiarazioni di Antonio Rotundo, candidato sindaco del centrosinistra su Paolo Perrone, candidato del centrodestra ed in merito ai giudizi espressi sull’amministrazione guidata da Adriana Poli Bortone. “Abbiamo già assistito nel passato ad atti di presunzione dei candidati sindaci del centrosinistra – evidenzia Pisanò – con risultati diametralmente opposti al pensiero di tanta scienza infusa nel candidato dell’Unione. Nessun atto spartitorio, bensì la consapevolezza della continuità dell’azione amministrativa di Adriana Poli Bortone, risultati eclatanti che a detta dello stesso Rotundo rappresenterebbero la fine di un’epoca da parte di Poli Bortone. Caro Roundo – continua l’esponente della Cdl – l’epoca continua con Perrone, con Poli Bortone e con tutte le forze della coalizione. Apparirebbe strano ai nostri concittadini leccesi se una nuova epoca da te rappresentata dovesse materializzarsi di colpo, suffragando il detto popolare leccese che Sant’Oronzo sia amante dei forestieri. Caro Rotundo, oggi in sella all’Unione ti ritrovi solo ed esclusivamente per artifici e trasversalismi non solo con il centrosinistra, ma anche con il centrodestra, per cui prosegui correttamente per la campagna elettorale nella consapevolezza che Paolo Perrone, bocconiano e con una tradizione familiare conosciutissima sul territorio leccese, non può essere messa in discussione da chi, se non dovesse essere eletto Sindaco, dovrà solo aspettare la pensione di parlamentare”.

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