Nuove pubblicazioni su Cartesio

Presentate all’Institut de France di Parigi da Giulia Belgioioso e Jean-Robert Armogathe nuove scritti inediti di Cartesio

Presentate a Parigi, delle originali pubblicazioni realizzate da Giulia Belgioioso, docente di storia della filosofia presso l’ateneo salentino., di René Descartes. Queste rientrano nell’ambito di un progetto che propone un’edizione delle Lettres di Descartes secondo un testo pubblicato nel XVII secolo

Presentate nella prestigiosa sede dell’Académie des Sciences Morales et Politiques di Parigi, delle originali pubblicazioni realizzate da Giulia Belgioioso, docente ordinario di storia della filosofia presso il dipartimento di Flilosofia e Scienze Sociali dell’ateneo salentino. Le pubblicazioni rientrano nell’ambito di un progetto promosso dall’abate Jean-Robert Armogathe che propone un’edizione delle Lettres di Descartes secondo il testo pubblicato da Clerselier nel XVII secolo, ma che si basa su un esemplare unico, corredato di numerose annotazioni, conservato presso la Biblioteca dell’Institut de France (alla quale l’edizione è gia stata donata). Il testo propriamente detto è quello dei tre volumi pubblicati successivamente nel 1656 (precisamente nella terza edizione del 1667), nel 1659 (precisamente nella seconda edizione del 1666) e infine nel 1667 (originale). Questa collezione del 1656-1667 era quella la cui scelta si era imposta all’Académie des Sciences quando, dopo la morte di Roberval (1675), decise di far stampare le opere complete di Descartes. Le annotazioni sono di notevole valore documentario e aggiungono nuove informazioni (le cui fonti sono andate perdute) sulla persona e l’opera del filosofo. Compaiono addirittura degli scritti inediti. Questo valore non era sfuggito agli specialisti meglio informati di filosofia francese, segnatamente a Victor Cousin, e, poi, ad Adam e Tannery. Essi non avevano però scoperto l’origine delle informazioni fornite. Un merito capitale di Jean-Robert Armogathe è quello di averne, attraverso impeccabili tecniche di erudizione, riconosciuto gli autori, per lo meno quelli principali: l’abate Jean-Baptiste Legrand e, soprattutto, colui che egli aveva chiamato in suo aiuto, l’erudito Adrien Baillet. Quest’ultimo scrisse una monumentale e sempre indispensabile Vie de M. Descartes, pubblicata nel 1691: le sue annotazioni, contenute nei tre volumi delle Lettres, permettono di seguire l’intera genesi del testo. Essenziale per la conoscenza e l’interpretazione della vita e dell’opera di Descartes, la pubblicazione attuale è anche un esempio notevole del contributo delle tecniche più moderne allo studio dei testi antichi. Tali tecniche hanno permesso di realizzare delle ristampe superando problemi relativi alla differenza di densità tra le grafie presenti sui volumi (quella della stampa tipografica e quelle degli annotatori) ed alla presenza di un gran numero di bequets (fogli grandi o foglietti collocati o incollati alle pagine) inseriti nei volumi per contenere annotazioni più lunghe delle altre. L’importanza eccezionale riconosciuta a questi tre volumi ha giustificato l’opportunità di un trattamento così complesso. L’impresa di edizione, facilitata dall’apprezzabile concorso dell’Institut de France e ampiamente finanziata dalla Fondazione Simone e Cino del Duca, è anche stata resa possibile dalla collaborazione, scientifica e finanziaria, dell’Università di Lecce; la stessa ha appena pubblicato un’edizione erudita, ma più tradizionale, cronologica e naturalmente completa, delle Lettres di Descartes in un volume di 3000 pagine in 4°. Si tratta di un’edizione in italiano, che porta un titolo che esprime bene ciò di cui si tratta: René Descartes, Tutte le lettere, 1619-1650, Milano, Bompiani, 2005. Come ci si aspetterebbe, i testi originali francesi sono mantenuti, assieme a quelli latini e olandesi, ma sono accompagnati da una traduzione italiana.

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