C'eravamo quasi

Partiti in vantaggio, al triplice fischio i giallorossi si sono trovati in dieci e di tre gol sotto

La prestazione c'è stata, il risultato no! Non si è neppure fatta attendere l'ottava espulsione del campionato e neppure il solito black out dei giallorossi. Nonostante ciò, il Lecce visto a Torino aveva tutte le carte in regola per riuscire a fare bene. Quantomeno si spera che continui così.

Al 17’ del secondo tempo il sogno (o il miracolo?) si stava avverando: i giallorossi di mister Zeman avevano inferto un colpo alla Vecchia Signora per mano (piede) di Osvaldo. Ma il colpo non era mortale. Al 20’ il sogno si faceva meno nitido con il pareggio dell’ex Bojinov (poi accusato di troppa esultanza. Ma quel gol era una dedica al magazziniere della Juventus venuto a mancare. Insomma!), ma la speranza di recuperare c’era perché il Lecce mostrava il gioco più bello di cui è capace, finalmente, la prestazione era arrivata e mancava solo il risultato…ma anche l’espulsione della domenica, che dopo aver saltato il turno contro il Cortone non si è fatta attendere contro i bianconeri: al 24’ Diamoutene commettendo un fallo ingenuo quanto inutile è stato ammonito per la seconda volta lasciando così i suoi compagni in dieci. La speranza nonostante tutto continuava a sopravvivere almeno fino al 29’ quando ancora Bojionv gonfia la rete segnando il gol del 2 a 1. Da qui in poi inizia il periodo di balck out dei giallorossi i quali, complice anche l’inferiorità numerica (alla quale non si è potuto mettere una pezza perché il Lecce aveva esaurito le sostituzioni) subiscono due gol a distanza di due minuti: al 47’ tocca a Padalino (che tanto ci aveva provato fino a quel momento e al 49’ al giovane De Ceglie. In settimana non si sperava certo nel risultato pieno a Torino, ma si auspicava una reazione del Lecce un’inversione di marcia che in effetti c’è stata, vista la prestazione, ma siamo ancora in corsia d’emergenza.

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