Casarano. Ici troppo alta sui terreni agricoli

Proteste tra i cittadini e gli esponenti politici

Una norma retroattiva del 2005 classifica come “aree fabbricabili” terreni agricoli classificati nel Prg come zone di espansione. Il Prg, inoltre, è adottato ma non approvato. E i proprietari dei terreni si trovano a dover pagare Ici molto più alte

Bufera su Palazzo dei Domenicani per gli accertamenti Ici relativi alle aree fabbricabili. La “San Marco spa”, la società concessionaria che gestisce le entrate tributarie comunali, ha notificato negli ultimi giorni circa 400 atti per il recupero dell’imposta sui terreni utilizzabili a scopo edificatorio, sui quali è dovuta l’imposta Ici. Diversi cittadini destinatari dell’avviso di accertamento, però, avrebbero riscontrato dei clamorosi errori, determinando anche le proteste delle forze politiche e dei consulenti fiscali. E’ solo il primo lotto di un numero superiore di accertamenti che colpiranno più di mille utenti casaranesi per il solo anno 2001. La protesta degli utenti non si è fatta attendere, soprattutto quelli che hanno ricevuto un invito al pagamento dell’ordine di migliaia di euro. Ci sono situazioni reali di evasione dell’imposta, ma anche errori causati, sembra, da una banca dati non proprio precisa. La fattispecie più clamorosa è la classificazione di un terreno agricolo come area fabbricabile, una differenza di valore non indifferente e quindi anche di imposta. Il tutto nascerebbe da una norma del 2005 che, con effetti retroattivi, considera “aree fabbricabili” i terreni agricoli classificati nel Prg come zone di espansione, anche se lo stesso Prg risulta adottato e non ancora approvato. “Se ci sono errori evidenti – spiega Francesco Bissoni, uno dei responsabili della “San Marco” – aniamo l’atto senza problemi e cerchiamo, nei limiti del possibile, di non arrecare disagi ai contribuenti. Siamo a disposizione dei cittadini per qualsiasi chiarimento”. Intanto, però, si muovono le forze politiche. Forza Italia ha preannunciato una conferenza stampa sul tema, mentre il consigliere comunale Rocco Greco (Ds) ha inviato una lettera al sindaco, Remigio Venuti, chiedendo di sospendere tutto per verificare la situazione. “La maggior parte dei casi – osserva Greco – riguarda spazi di pertinenza delle abitazioni, piccoli giardini, spesso interclusi nelle case, che non possono essere utilizzati per edificare. Per questo – conclude l’esponente diessino – ho chiesto al sindaco di fermare tutto per valutare lo stato reale delle cose”.

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