Tre punti di sollievo

Ad Arezzo i giallorossi segnano un gol, conquistano la prima vittoria esterna e… la sesta espulsione in questo campionato

Il gioco espresso dai ragazzi di mister Zeman non è stato dei migliori, anzi, qualcuno sostiene sia stata la gara peggiore, ma ha fruttato tre punti in classifica ed un sospiro di sollievo. L'importante ora è non abbassare la guardia

Ed ecco qui finalmente i tre punti tanto desiderati. Certo sono arrivati proprio quando il Lecce non si è espresso al massimo delle sue potenzialità, ma forse c’è da pensare che tanto bastava per battere l’Arezzo e tanto (poco) è stato fatto per ottenere il risultato sperato. I giallorossi conquistano subito il vantaggio con un colpo di testa di Tulli, partito da titolare per la squalifica di Osvaldo e dato per disperso per il resto della gara da tutti i cronisti sportivi. Ma infondo il suo dovere l’ha fatto, proprio come il resto della squadra d’altronde. Dopo il vantaggio iniziale, infatti, i ragazzi di mister Zeman non si sono affannati alla ricerca del raddoppio, hanno lavorato soprattutto per mantenere il risultato a loro favore, hanno preso le misure all’avversario ed hanno compreso che non era il caso di strafare, segno che probabilmente qualcosa hanno imparato dagli errori del passato più recente. E nel ritiro di Cento oltre a godere della vittoria ottenuta e prepararsi per la gara contro il Piacenza, dovranno riflettere tutti e molto anche, sull’unica costante (purtroppo negativa) della squadra, ovvero le espulsioni. Il Lecce ormai non riesce a concludere una partita in undici da ben sei gare, questa volta ad Arezzo è toccato ad Angelo che insieme ad Osvaldo (altri due turni di squalifica) e Vives (un turno perché già diffidato ed ammonito nella gara di sabato) salterà la gara contro il Piacenza. Per mister Zeman un problema da risolvere. Come lo è per tutti quelli che si erano abituati a vedere un altro tipo di Lecce, ma soprattutto per chi vuol vedere un gioco decisamente più aggressivo ma non inutilmente violento, perché come si può ben vedere questo “nuovo” atteggiamento in realtà non ha fruttato a alla squadra, lasciare i compagni in dieci per una doppia ammonizione o per un intervento falloso a centro campo è sempre un errore da condannare, ma prima di tutto, da non commettere.

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