Fondo Verri-Poli Bortone: è scontro

Scambio di accuse tra l’associazione culturale Fondo Verri ed Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce

Continuano le polemiche in merito alla politica culturale del comune di Lecce. Dopo lo sfogo nei giorni scorsi di Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce con delega alla cultura, arriva la replica dell’associazione culturale Fondo Verri

Nei giorni scorsi Adriana Poli Bortone, primo cittadino di Lecce, aveva risposto, non senza sarcasmo a chi aveva accusato la sua giunta di mancanza di pluralità nelle scelte culturali, presentando una lunga sfilza di nomi, associazioni e gruppi che avevano dato il loro contributo artistico in tutti quest’anni alla città di Lecce. Ma la replica del Fondo Verri, associazione tra le più prolifiche ed attive sul panorama cittadino, risponde all’europarlamentare di An – “Fa tenerezza Adriana Poli Bortone, nella nota a difesa della sua politica culturale. A sostegno della sua idea di pluralismo e di libertà, produce un elenco di nomi e di associazioni che hanno usufruito del sostegno dell’assessorato alla cultura, ma non specifica con quanto denaro sono state supportate le singole iniziative e quale sia il budget complessivo destinato alla cultura, sarebbe interessante saperlo per fare un bilancio complessivo. Ci sono le piccole vendette, alcuni illustri artisti e cercatori di linguaggi della città non sono presenti nell’elenco, significativamente per un ostracismo decretato nei loro confronti, dal sindaco o da chi in sua vece dispone di sì e di no. Artisti fuori dal comune! Per rispetto non ne facciamo i nomi. Ma, non è questo il problema, – continua ancora l’associazione culturale leccese – quella prodotta dal primo cittadino di Lecce è solo una risposta superficiale che non entra nella sostanza degli argomenti posti dagli artisti e dagli operatori culturali intervenuti sul protocollo intercorso tra l’amministrazione comunale e gli organizzatori del Premio Barocco, che è questione di spesa (200.000 euro per tre anni) ma anche di progettualità, di valutazione e di orientamento contenutistico e valoriale. Sarebbe interessante – proseguono i rappresentanti del Fondo Verri – entrare nella sostanza e non fermarsi allo specchietto esposto per accecare gli ingenui. Il merito su cui è importante esprimersi è quello sugli orientamenti di politica culturale intendendo questa come priorità ed infrastruttura essenziale delle strategie future del capoluogo salentino. Che fare allora di luoghi tenuti fermi nella loro vocazione? – si domandano ancora – La strategia di politica culturale si compie negli spazi e non bastano due o tre mostre l’anno, un ciclo di presentazioni di autori per tenere in piedi l’idea di un Castello, il Carlo V, attivo e vivo sul fronte dell’operatività. Non bastano la fiera degli antiquari ed i balletti per far vivere lo spazio dei Teatini o i matrimoni celebrati per dare un senso al Conservatorio Sant’Anna. Serve la responsabilità gestionale ed il coraggio dell’affidamento, la concertazione di direzioni e di linee di investimento per permettere uno spettro largo di interventi, di programmazioni, di proposte culturali.

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