Ria: “Poli-ter? surreale”

Sei buoni motivi, pratici e costituzionali, per rifiutare il terzo mandato di Adriana Poli Bortone

Lorenzo Ria, consigliere provinciale della Margherita, interviene sul terzo mandato di Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce e auspica che il centrodestra chiuda in fretta la stagione del sindaco Poli ed adempia al proprio dovere politico di indicare un candidato che possa competere con Antonio Rotundo

di Lorenzo Ria “Il dibattito, tutto giornalistico e mediatico, sul terzo mandato del sindaco Adriana Poli è surreale, per non dire assurdo. Tale ipotesi non sta nelle norme vigenti. Non sta neppure nei provvedimenti all’esame del Parlamento né, posso affermarlo con cognizione di causa, è nelle convinzioni della stragrande maggioranza delle forze parlamentari, che su tale questione si sono chiaramente espresse. Le motivazioni della convinzione dell’ampia maggioranza parlamentare a mantenere il limite dei due mandati può essere racchiusa in sei ragioni: tre di ordine pratico e tre di ordine propriamente costituzionale. Le ragioni di ordine pratico sono, in primo luogo, porre un ostacolo alla possibilità della corruzione: il ricambio rigenera l’aria, impedisce che si crei l’aspettativa di impunità, che è invece facilitata dalla continuità. In secondo luogo, porre un ostacolo al formarsi di un notabilato locale, che è anch’esso un’incrostazione del potere e dei suoi privilegi. In terzo luogo, l’incentivazione del ricambio incrementa l’impulso amministrativo, consentendo a nuove forze di esprimere una carica propositiva più forte di chi, per assuefazione, potrebbe abbandonarsi alla routine. Le ragioni di ordine costituzionale sono, in primo luogo, l’attuazione del principio democratico, che comporta la rotazione e la circolarità delle cariche. In secondo luogo, la limitazione dei mandati compensa l’ampiezza dei poteri che è riconosciuta al sindaco nei confronti del Consiglio. In terzo luogo, la limitazione dei mandati serve a non creare poteri troppo forti in periferia, tali da porsi come antagonisti nei confronti dei poteri nazionali. Proprio perché sono anch’io convinto della fondatezza di tali ragioni, anche da presidente della Provincia, anche da presidente delle Province italiane, anche quando si trattava di modificare la legge per un mio eventuale terzo mandato, ho sempre contrastato questa modifica. Oggi il sindaco Poli, senza alcun rispetto per il diritto e per la chiara volontà del Parlamento, si candida spavaldamente ad un inesistente terzo mandato. Qualcuno dei suoi amici, addirittura, le propone di candidarsi comunque, anche contro legge, condannando la città alla paralisi e all’illegalità. È incomprensibile la ragione giuridica, politica, logica e pratica che anima queste prese di posizioni e questo dibattito. Un suggerimento. Il centrodestra chiuda in fretta la stagione del sindaco Poli e questo suo triste tramonto ed adempia al proprio dovere politico di indicare un candidato che possa credibilmente competere con Antonio Rotundo”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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