Polizza anticalamità. Nuovi costi per i proprietari di casa?

Un sistema assicurativo contro le calamità

Corrado Sforza Fogliani presidente di Confedilizia, discute sull’eventuale istituzione di una polizza obbligatoria contro i danni da calamità naturali che, a suo modo di vedere, andrebbe a gravare i cittadini di ulteriori costi

di Corrado Sforza Fogliari* “Sono insistenti e ricorrenti le voci secondo le quali sarebbe prevista, nella Finanziaria, l’istituzione di una polizza obbligatoria contro i danni da calamità naturali. A tal proposito, è anzitutto da segnalare che il Parlamento ha già varato, in materia, una specifica normativa (Finanziaria 2005) che istituisce un apposito fondo di garanzia per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati destinati a qualsiasi uso, normativa di cui non è stato ancora emanato il previsto Regolamento attuativo. Ragionare di sostituire integralmente un sistema assicurativo non ancora partito (e prima ancora che parta) e, quindi, neppur minimamente sperimentato, appare dunque quantomeno prematuro. Sulla medesima strada tracciata dalla Finanziaria 2005, del resto, ci si sta orientando anche in sede locale, come dimostra una recentissima legge della Regione Lazio. Il Parlamento, infatti, ha operato con la legge in questione la scelta di non seguire la desueta strada della obbligatorietà (abbracciata dai soli Paesi che sulla polizza anticalamità hanno più anticamente legiferato), in ciò rifacendosi a valutazioni formali anche dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, espresse nei Pareri 12.4.1999 e 20.11.2003. In ogni caso, non può non sottolinearsi come, prima dell'introduzione di qualsiasi obbligo in punto, bisognerebbe almeno risolvere il problema che la proprietà urbana corrisponde già ai Consorzi di bonifica più di 140 milioni di euro all'anno, sempre per essere difesa dalle calamità naturali. Da ultimo, è pure da rilevarsi che l’ipotizzata istituzione della polizza obbligatoria non potrebbe portare a quel risparmio di 50 milioni di euro per l’esercizio 2007 sul capitolo “Protezione civile” con il quale si tenta di giustificare il nuovo costo imposto a condòmini e proprietari di casa, considerato che, in qualsiasi forma venisse varata, essa non potrebbe certo essere in grado di esercitare effetti già dal 2007, visti i necessari tempi di attuazione della nuova normativa. La verità, comunque, è che la casa è già gravata da una miriade di tributi. Recentemente, col decreto legge sfratti, si è ridotta la percentuale forfettaria di spese riconosciute, e cioè si è aggiunto un nuovo costo alla locazione. Ora, si introdurrebbe un nuovo costo ancora per la difesa da calamità per le quali i proprietari già sborsano, come detto, contributi consortili, anch’essi in modo crescente. Non bastano, insomma, i nuovi costi, adesso saremmo alla duplicazione dei costi, per medesimi servizi. A questo punto, se i proprietari devono pagarsi contributi diretti per ogni singola prestazione a loro favore o addirittura per ogni possibile pericolo, non si sa a che scopo mai paghino le imposte e le tasse sui loro beni”. *presidente di Confedilizia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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