Codacons diffida Regione Puglia e Asl Lecce 1 e 2

Formazione professionale per operatori della sanità. Tra opportunità di lavoro e truffe legalizzate

La parola a Piero Mongelli, responsabile della sede del Codacons di Lecce, che sottolinea come gli operatori socio-assistenziali della sanità in Puglia non hanno nessuno sbocco nelle strutture pubbliche, benché alcune scuole, addirittura con corsi, in passato, autorizzati dalla Regione Puglia, promettevano assunzioni presso le Asl

di Piero Mongelli* “I tanti corsi che promettono mirabolanti posti di lavoro, secondo il Codacons, non fanno altro che scommettere sulla buona fede dei genitori, i quali allettati da una futura certa sistemazione del proprio figlio sono disposti ad indebitarsi sino al collo. Il caso dei cosiddetti O.s.a. a tal proposito è molto significativo. Per questo motivo il Codacons diffida la Regione Puglia e le aziende sanitarie del Salento Lecce 1 e 2. Parte la prima causa collettiva che richiede il risarcimento dei danni a chi prometteva agli Osa possibilità di occupazione nella pubblica amministrazione Il cosiddetto O.s.a. (operatore socio assistenziale) è una figura ibrida inventata di sana pianta a livello di autorità regionali che però, ancora, non è riconosciuta dal ministero della Sanità. Tale situazione normativa altamente confusionaria ha determinato come conseguenza l’impossibilità per tali operatori (che rappresentano l’assistenza di base per l’ammalato) di poter accedere ai posti disponibili presso le strutture pubbliche cui invece possono accedere per esempio gli O.t.a. (operatore tecnico addetto all’assistenza) che, nei fatti, svolge le medesime funzioni dell’O.s.a., ha la medesima preparazione (se non addirittura leggermente inferiore) ed ha la medesima professionalità. Si apre così una vera e propria “guerra tra poveri” che attende ormai da troppo tempo una regolamentazione organica della materia nella totale insipienza della Regione Puglia che, dinanzi ad una formale diffida del Codacons, tendente ad aprire un serio dibattito sulla materia, non si è neanche degnata di una risposta interlocutoria. In questo quadro di desolazione si inseriscono corsi formativi che nascono come veri e propri funghi i cui costi, a volte anche esosi, sono totalmente a carico degli allievi che sperano di poter conseguire un titolo utile e spendibile nel mondo del lavoro. In realtà per gli O.s.a., dopo il corso, si apre il a poiché la maggior parte delle opportunità lavorative si trovano nella pubblica amministrazione (che non li può assumere) e le strutture private operano più che altro su chiamata e conoscenza diretta senza alcuna distinzione nominativa tra Osa, Ota, Oss e che più ne ha più ne metta. Addirittura un organizzatore di tali corsi, nel corso dell’anno 2005 prometteva, nella propria pubblicità, la possibilità di essere assunto nelle strutture pubbliche ben sapendo, però, che ciò era assolutamente impossibile. Oltre al danno anche la beffa: il corso era autorizzato dalla Regione Puglia. Da questo punto di vista sta partendo a Lecce la prima causa collettiva affinché da un lato sia garantita una adeguata informazione ai corsisti e dall’altro si punti ad una regolamentazione seria della materia. Ancora una volta le associazioni di difesa dei consumatori si trovano a dover battagliare nelle aule di giustizia per il riconoscimento di diritti fondamentali per i cittadini italiani e per i lavoratori”. *responsabile sede Codacons di Lecce

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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