Poli:“La lotta dei lavoratori di Omfesa va sostenuta”

Gli operai della Omfesa di Trepuzzi sono tornati a protestare contro la grave situazione in cui si trovano le officine meccaniche del Salento

Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, interviene sulla questione di Omfesa, l’azienda metalmeccanica di Trepuzzi che non potrà partecipare alla costruzione del Parco Lecce 3

L’azienda metalmeccanica Omfesa di Trepuzzi è stata estromessa dall’operazione della costruzione delle 13 pale eoliche del Parco Lecce 3. Alla vigilia dell’incontro in prefettura convocato per lunedì 1 ottobre, Adriana Poli Bortone, primo cittadino leccese, interviene sulla vertenza che coinvolge l’azienda metalmeccanica. “La lotta dei lavoratori dell’Omfesa di Trepuzzi va sostenuta” – afferma il sindaco di Lecce. “Omfesa – continua il primo cittadino – ha impiegato energie, risorse economiche e professionali e l’idea progettuale della costruzione di torri per l’energia eolica ed il progetto ha consentito la cassa integrazione guadagni straordinaria per il personale in esubero da utilizzare una volta concretizzata tale opportunità. Così l’azienda avrebbe integrato la sua produzione ferroviaria con la costruzione di un enorme numero di torri. Mi preme sottolineare anche l’impegno del Comune di Lecce che da sempre ha sostenuto l’idea del Parco Eolico anche sotto il profilo della grande opportunità occupazionale. Purtroppo il mancato rispetto degli impegni nei confronti di Omfesa si tradurrà in un enorme danno, sia dal punto di vista occupazionale, sia di natura economica e, conseguentemente, di immagine negativa. È auspicabile – conclude Adriana Poli Bortone – che il percorso che questa vicenda ha preso possa essere al più presto interrotto”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!