Sportello dei diritti: “No alle nuove schiavitù”

Lo Sportello dei diritti dice basta allo sfruttamento degli immigrati

Dilaga anche nel Salento la piaga delle nuove schiavitù: lo Sportello dei diritti chiede un tavolo tecnico per monitorare il fenomeno e trovare risposte concrete alle esigenze di giustizia, tutela dei diritti e legalità

Il “Servizio Immigrazione Salento” della Provincia di Lecce (assessore delegato, Carlo Madaro, coordinatrice Rosalba D’Agata Bove) interviene sulla questione delle “nuove schiavitù” e informa, sulla base di numerose segnalazioni ricevute, che anche nella provincia di Lecce, la diffusione del fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti. Le più ambite prede di “caporali” e sfruttatori sono i clandestini che vanno a costituire inevitabilmente manodopera sottocosto o a costo zero. “Se la Bossi-Fini – dicono dallo Sportello – è stata emanata per la lotta alla clandestinità e al flusso massiccio di gente dai Paesi in via di sviluppo, essa stessa ha dimostrato il suo punto più debole nel non aver risolto il problema di quella gente che si trovava sul nostro territorio e che per vari motivi non ha potuto usufruire del permesso di soggiorno. E mentre si attende una riforma della stessa è necessario che le istituzioni e le associazioni di volontariato intervengano con urgenza per risolvere la questione”. Il “Servizio Immigrazione Salento”, nella convinzione che gli stranieri costituiscano una fonte indispensabile per la crescita dell’economia e della società civile del territorio, propone, quindi, la costituzione di un tavolo tecnico a livello locale con tutte le autorità preposte e le associazioni, che attraverso un seppur difficile monitoraggio del fenomeno trovi delle risposte concrete alle esigenze di giustizia, tutela dei diritti e legalità.

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