A scuola sicuri nei piccoli Comuni

La lettera di Caivano a Fioroni

Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli Comuni italiani, ha inviato ieri una lettera aperta a Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica istruzione, chiedendo di mettere i piccoli Comuni in condizione di garantire la sicurezza nelle scuole

Lo stato di degrado degli istituti scolastici italiani va accertato e reso pubblico. Ma – si chiede Virgilio Caivano, portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli Comuni italiani nella lettera inviata ieri al ministro Fioroni – se gli interventi sulle strutture scolastiche sono per il 40 per cento a carico dei Comuni, come faranno i Comuni più piccoli a sostenere una simile spesa? Riportiamo, di seguito, il testo integrale della lettera inviata dal portavoce del Coordinamento piccoli Comuni al ministro della Pubblica istruzione. Gentile Ministro Fioroni, il Coordinamento nazionale dei Piccoli Comuni italiani è fortemente impegnato in una campagna di sensibilizzazione promossa dal comitato promotore della campagna “A Scuola sicuri” composta da AGE, APn e Associazione San Giuliano di Puglia, attiva su tutto il territorio nazionale, per mettere in evidenza lo stato attuale degli edifici scolastici di tutta Italia e proporre azioni sostenibili nel breve periodo. Tutto parte dalla tragedia del 31 ottobre 2002, giorno in cui, a causa del crollo della scuola media “Francesco Jovine” di San Giuliano di Puglia, persero la vita ventisette bambini e una loro maestra. All’indomani della tragedia, durante i funerali delle piccole vittime, una mamma lanciò la sfida: Mai più! La politica italiana ed il Governo di quel tempo non fecero mancare le solite promesse solenni e i pomposi impegni del momento. Parole, solo vuote parole che non hanno trovato nessuna risposta concreta al bisogno di sicurezza nel luogo più bello per i bambini:la scuola. Ancora una volta con determinazione mettiamo in grande evidenza la necessità di avviare una concreta azione del Governo, del Parlamento italiano e della Regioni, di mappare e rendere pubblico lo stato di degrado e potenziale pericolo delle strutture scolastiche italiane presenti nei piccoli Comuni. Definire responsabilità. Coinvolgere tutti i soggetti del sistema scuola. Definire con chiarezza il quadro di protezione assicurativa. Incentivare azioni socialmente responsabili da parte di imprese o Enti privati. Gentile Ministro Fioroni, nei giorni scorsi in sua intervista a Repubblica Lei ha parlato di interventi sulle strutture scolastiche con fondi ripartiti il trenta per cento a carico del Governo, il trenta per cento a carico delle Regioni e il restante quaranta per cento a carico dei Comuni. Una domanda ci viene spontanea. Come possono i Piccoli Comuni dal bilancio disastrato e dai continui tagli far fronte a quel quaranta per cento? Questo significa certificare di fatto il disagio definitivo della insicurezza nelle scuole dei piccoli Comuni! La scuola, il diritto all’istruzione è sempre di più, soprattutto per le famiglie che vivono nelle piccoli comunità locali, in particolare quelle di montagna, un lusso per pochi e questo non è degno di un grande Paese come l’Italia. La Strategia di Lisbona parlava di società della conoscenza, di riequilibrio delle opportunità formative e di coesione sociale. Ad oggi a di tutto questo è stato realizzato e perfino l’internet veloce, in una società fortemente globalizzata, è letteralmente negata ai nostri ragazzi. Gentile Signor Ministro, affinché eventi come quelli di San Giuliano di Puglia non si ripetano mai più e per evitare che altri genitori debbano piangere i loro figli, con molto garbo e fermezza sollecitiamo risposte concrete e soprattutto rapide. Il tempo delle parole è scaduto ed il Governo Prodi deve insieme a tutto il sistema Italia avviare una profonda azione di rinnovamento che non può non partire proprio dalla scuola, il luogo della formazione dei cittadini dell’Italia e dell’Europa del domani. Ai Piccoli Comuni italiani occorrono fatti non inutili dichiarazioni di maniera che non servono ad arrestare la desertificazione demografica che rischia di cancellare per sempre uno straordinario patrimonio di saperi e valori unici al mondo. Rocchetta Sant’Antonio, 14 settembre 2006 Il portavoce, Virgilio Caivano

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