Poli: “Primarie, un fallimento”

Poli Bortone contro l’allargamento del voto per le primarie ad immigrati e diciassettenni

Secondo, il primo cittadino di Lecce, concedere il voto a chi non ne ha diritto è come falsare all’origine il risultato elettorale: ecco perché, secondo lei, le elezioni sono destinate al fallimento

Tempo di Primarie. Sono state ufficializzate le modalità di voto delle elezioni con cui le forze politiche del centrosinistra domenica prossima sceglieranno il candidato sindaco per le amministrative del prossimo anno. Chiamate dall’amministrazione comunale ad un incontro per regolamentare lo svolgimento delle stesse elezioni, le forze politiche del centrosinistra hanno scelto la strada dell’autorganizzazione. E Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, così commenta la loro decisione: “Hanno preferito l’autorganizzazione all’invito dell’amministrazione comunale di sedersi tutti intorno ad un tavolo e fissare delle regole. Hanno strutturato in un certo modo questo appuntamento elettorale anche con la previsione di spese rilevanti, fuori dalla normalità. L’estensione del voto agli immigrati e ai diciassettenni, decisa dai segretari provinciali dei partiti, e non da una normativa nazionale, appare un fatto esilarante. Il centrosinistra – continua Poli Bortone – sa bene che al voto non andranno 15mila cittadini, ipotesi che darebbe un senso alle Primarie, e per questo concede il voto a chi questo diritto non lo ha. È come falsare ab origine il risultato elettorale. Ciò rende già le primarie un fallimento”.

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