La tecnologia va per mare

Verso il Mediterraneo del libero scambio

Con l’Interreg Italia-Grecia, le Ict (Tecnologie innovative della comunicazione) entrano nei porti di Gallipoli e Patrasso. Il 12 settembre si firma l’intesa

Al trasporto delle merci servono i porti. E contro la falsificazione delle merci, per tutelare la qualità dei prodotti e soprattutto il made in Italy, servono porti sicuri e attrezzati. Verso quel Mediterraneo area di libero scambio che il 2010 consegnerà, e che potrebbe divenire una carta vincente per la Puglia e il mezzogiorno italiano a patto di volerci giungere preparati come piattaforma logistica. Sono queste le bussole che hanno orientato il progetto “IT Port. Tecnologie innovative della comunicazione per servizi portuali a favore dello sviluppo locale” destinato ai porti adriatici di Gallipoli e Patrasso, reso possibile dal terzo programma Interreg Italia-Grecia e che domani, martedì 12 settembre ore 11, presso l’assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, entrerà nel vivo con l’incontro dell’Autorità di sorveglianza alla presenza dei partner italiani e greci e la firma del protocollo d’intesa. Implementare le tecnologie Ict innovative nel Porto di Gallipoli, ivi compresa la realizzazione di un sito web mirato a interfacciarsi con l’utenza ma soprattutto a garantire la gestione della domanda di accosto, delle interfacce multicanale, del piazzale merci; attuare una strategia di promozione dei servizi portuali nei territori di competenza; ottimizzare i servizi non solo per la marina mercantile ma anche per la nautica da diporto e il trasporto dei passeggeri; riattualizzare quel disegno virtuoso tra economie territoriali e trasporti marittimi; legare fortemente il riammodernamento infrastrutturale del porto di Gallipoli allo sviluppo integrato dell’intera area del Sud Salento e a quel Polo logistico di secondo livello per il trasporto intermodale e Piattaforma intermodale per il trasbordo e il trasporto combinato delle merci che il Pit 9 prevede nell’area di Melissano. Ecco gli assi intorno a cui ruota il disegno strategico disegnato da un nutrito parterre, Area Sistema di Casarano e Comuni associati, soggetto proponente e capofila del progetto, Porto di Gallipoli, assessorato ai Trasporti della Regione Puglia, Dipartimento Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, facoltà di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università di Lecce, Prefettura dell’Acaia (Grecia), importo complessivo un milione trecentomila euro. “Quello che variamo domani – sottolinea Remigio Venuti, sindaco di Casarano, comune capofila del Pit 9, e presidente della società consortile Area sistema – non è un progetto avulso dalla strategia complessiva cui come Area sistema tendiamo ormai da tempo, né tantomeno dal Progetto integrato territoriale, ormai entrato nella sua fase operativa. Proprio nel Pit 9, infatti, avevamo immaginato la realizzazione di una piattaforma logistica a Melissano, centro di smistamento, lavorazione, impacchettamento delle merci. Mettere in rete dal punto di vista funzionale i porti dell’Adriatico, e soprattutto ottimizzare l’infrastruttura del porto di Gallipoli, a pochissimi chilometri da Melissano, servito anche dalle Ferrovie del Sud Est, significa poter garantire agli imprenditori del nostro territorio, e direi di buona parte della Regione, uno strumento ulteriore per la commercializzazione dei prodotti. Oltretutto il progetto non si limita solo alla creazione di una rete, ma punta a creare condizioni di trasporto ottimali e sicure, sui servizi portuali, sulla tracciabilità delle merci, sui tempi. E a rafforzare quelle relazioni transfrontaliere tra regioni adriatiche che, nell’Europa dell’allargamento, potrebbero divenire una carta vincente per lo sviluppo e le economie dei nostri territori”. D’altra parte, se proprio sabato mattina, dagli spazi della Fiera del Levante, Romano Prodi, presidente del Consiglio, ha ribadito la necessità che il Mezzogiorno, e la Puglia, nell’internazionalizzazione e nei trasporti soprattutto marittimi riscoprano una mission e forse l’unica possibilità di protagonismo vero nell’attuale scenario globalizzato, e se la lotta alla contraffazione delle merci sta diventando sempre di più un imperativo categorico per le economie occidentali, si comprende come, sebbene in piccolo, il progetto per l’ammodernamento tecnologico del porto di Gallipoli rientri in una visione strategica del futuro territoriale. Indicando con precisione, peraltro, il ruolo che il Basso Salento può assumere in scenari molto più vasti, non solo nella produzione di merci e servizi avanzati, ma anche nella logistica.

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