I figli della lupa

Tempo di primarie

17 settembre: a Lecce il popolo del centrosinistra sceglierà il suo candidato. E il Tacco ha già scelto. Ne ha scelti due. Ma la sua non è solo una scelta di merito

Perché pur rispettando le ragioni che hanno portato Giampiero Corvaglia, Beppe D’Ercole e Piero Manni a candidarsi alle primarie del centrosinistra per sindaco di Lecce, il Tacco d’Italia è tra coloro che avrebbero preferito una sfida a due tra Capone e Rotundo: le personalità più autorevoli dell’Unione leccese, in grado di rappresentare le sue due anime maggioritarie. Ciò che più preoccupa è il fatto che con cinque candidati la possa spuntare uno solo, m,a per un pugno di voti, che non rappresentano un mandato chiaro da parte dell’elettorato. La scelta del Tacco, dunque non è nel merito, quanto nel metodo.Che siano due, i candidati, perché le primarie non si riducano ad essere una squallida conta tra i partiti. E che siano regolamentate, perché qualcuno del centrodestra non ceda alla tentazione di giocare sporco (in guerra e in amore tutto è lecito. E la politica è entrambi), mandando i propri elettori a votare in massa per il candidato giudicato più debole (se così fosse, dovrebbe vincere le primarie Beppe D’Ercole, che sfiderebbe Adriana Poli… praticamente surreale). Antonio Rotundo e Loredana Capone, dunque: ex parlamentare che si è tirato indietro nella corsa alle passate politiche, guardando avanti e pensando alle amministrative il primo; attuale vicepresidente della Provincia di Lecce, la seconda. Se fosse stata un uomo, ne sono certa, sarebbe stata indicata unanimemente dai partiti quale candidata ideale dell’era post Ria. E nessuno avrebbe tirato per i capelli Pellegrino, che ora forse sarebbe placidamente in pensione dalla politica. Rotundo o Capone: è questa la scelta primaria. Scegliere chi ha più chance di spostare la moderata e sonnacchiosa Lecce un po’ più a sinistra. Tanto quanto basta, un voto in più, per vincere su Adriana Poli. (continua sul numero di settembre del Tacco d'Italia)

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