Edoardo De Candia: il cavaliere senza terra

A San Cataldo la presentazione del libro di Maurizio Nocera, vibrante biografia del grande artista salentino Edoardo De Candia con disegni e foto d’epoca

Uno spirito libero, rivoluzionario, irrompe nella storia con le sue parole, l’amore per la natura, la sua passione per la vita, l’essenzialità e la purezza della sua arte

Uscito per Il Raggio Verde, nell’ambito della collana “Inediti”, il nuovo libro di Maurizio Nocera, “Edoar Edoar” presentato sabato 2 settembre nel punto ristoro del Lido Pachamama di San Cataldo. Non a caso si parlerà di Edoardo, il “cavaliere senza terra”, nel luogo a lui più caro: il mare e la spiaggia di San Cataldo, la meta preferita dell'artista salentino. Lido Pachamama, inoltre, così come è stato realizzato, valorizza un tratto di costa del mare Adriatico integrandosi docilmente nella bellezza selvaggia della vegetazione e le dune di sabbia. L’utilizzo di strutture in legno e paglia scelte dalla direzione del lido e l'assoluta assenza di cementificazione suggeriscono il rispetto per l’ambiente che diventa espressione di un modo di sentire e concepire il rapporto con la natura. “Edoar Edoar” ci aiuta a decodificare sia il respiro del codice linguistico sia il complesso sistema d’attacco-difesa, violento-tenero di questo Cavaliere della notte che, con la sua disperazione tanto ci ha insegnato. Le parole di Francesco Saverio Dòdaro, tra gli autori presenti nel libro, immediatamente forniscono la chiave di lettura di questo volume che, non a caso, apre la collana “Inediti”. Una collana che sarà dedicata a quei protagonisti silenziosi, quegli autori che il tempo e l’oblio degli uomini non hanno ancora reso giustizia e luce. Ed Edoardo è tra questi. Nelle ottanta pagine, intervallate da una serie di disegni inediti e foto d’epoca, la vicenda umana ed artistica di Edoardo De Candia è ricomposta come incastrando tasselli di un puzzle, attraverso lo sguardo dei suoi amici, quelli della sua giovinezza, Carmelo Bene, Francesco Saverio Dòdaro, Antonio Massari, Ugo Tapparini e quelli della maturità Antonio Verri e lo stesso Nocera. Ai ricordi cui danno voce gli scritti di Dòdaro, Nocera, Massari fanno da contralto i disegni di Edoardo, molti dei quali pubblicati per la prima volta insieme alle foto cui il tempo non sottrae il fascino e la valenza documentaria a scapito, in alcuni casi, della qualità grafica delle stesse. Si tratta di foto per lo più amatoriali, conservate da Maurizio Nocera, con pazienza, negli archivi della sua casa che non è eufemismo definire “il luogo dell'identità salentina. Un’operazione culturale che restituisce, in particolare ai giovani, la figura di Edoardo nella sua complessità, il suo essere controcorrente e “rivoluzionario”, spirito libero con il suo prorompente segno creativo l'esuberanza caratteriale che solo il sopravanzare della malattia e le sofferenze patite in manicomio aveva smorzato. Preziosissima l’appendice della riproduzione di molti suoi disegni che possono risultare di scarsa qualità, quest’ultima dovuta allo stato di conservazione dei documenti originali che la casa editrice ha scelto di inserire si tratta di copie i cui disegni originali sono andati persi e in altri si tratta di disegni eseguiti su materiali di fortuna. Preziose sono le interviste inedite realizzate all'epoca del ricovero dell’ artista in manicomio (Natale 1988) e in casa dello stesso nel 1991, l'anno prima della sua scomparsa. Come un cammeo, incastonato nel retro-copertina insieme alle immagini dei dipinti di Antonio Massari (presente all'incontro), la poesia intitolata “La Notte”. Una testimonianza struggente dove Edoardo con le sue parole fa intuire la profonda solitudine che è stata la costante della sua vita e l'amore per la natura e la libertà. Quella libertà che inseguiva con la sua arte: gli bastava la superficie bianca dove poter intervenire con il colore o semplicemente con il tratto deciso, essenziale, pulito, per raccontarci ancora oggi la poesia di un bacio, di una carezza, di uno sguardo che chiede amore. Forse era solo questo quello che cercava. Quello che ha cercato una vita intera.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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