Donne musulmane in Italia

La Casa delle Libertà ha proposto una commissione parlamentare d’indagine sulla condizione della donna musulmana in Italia

Relegate ai margini della vita sociale, senza studi e vittime di soprusi e violenze, le donne musulmane nel nostro Paese vanno tutelate nei loro diritti fondamentali

I senatori Alfredo Mantovano, Altero Matteoli e Laura Allegrini, di An, Gaetano Quagliariello e Laura Bianconi, di FI, Rocco Buttiglione, dell'Udc, Roberto Castelli e Massimo Polledri, della Lega Nord, hanno predisposto un disegno di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla condizione della donna musulmana in Italia, e più in generale sul rispetto dei diritti fondamentali all’interno delle famiglie di fede islamica presenti nel nostro Paese. L’obiettivo è l’individuazione di percorsi di effettiva integrazione e di prevenzione della violenza e delle discriminazioni. L’omicidio di Hina, la ragazza del bresciano uccisa dal padre per aver rifiutato il matrimonio con un connazionale di fede islamica, e le violenze cui è stata sottoposta Maara, prima di riuscire a sottrarsene, a Palermo, rappresentano – insieme con la moltiplicazione degli stupri che ha visto protagonisti extracomunitari – soltanto taluni dei casi noti di una diffusa anormalità di vita quotidiana che interessa la donna inserita in una famiglia di religione musulmana, anche se residente in Italia, e in generale di disprezzo verso la donna. In un’intervista rilasciata da Souad Sbai – presidente dell'Associazione delle donne marocchine in Italia e componente della Consulta per l'Islam italiano – è emerso come la grande maggioranza delle donne appartenenti a un contesto religioso islamico, presenti regolarmente in Italia, conduce un’esistenza di completa separazione dalla nostra vita sociale: analfabete, non sono in grado di comporre un numero di telefono e non escono quasi mai di casa. Condizioni spesso deteriori rispetto a quelle relative alla donna in alcuni dei paesi di origine, come il Marocco o la Tunisia. Per questo la Commissione proposta dalla Cdl potrà svolgere audizioni, acquisire documenti e raccogliere tutti gli elementi utili per fornire al parlamento, e al Paese, un quadro d'insieme – da formalizzare in una relazione conclusiva – su una delle realtà attualmente e potenzialmente più preoccupanti della nostra quotidianità. I primi firmatari del disegno di legge, aperto all’adesione dei parlamentari di ogni schieramento e forza politica, auspicano una sua rapida approvazione, e un altrettanto veloce avvio dei lavori della Commissione, nella convinzione che il rispetto per la libertà religiosa non significa ossequio acritico al multiculturalismo, quando quest’ultimo si traduce nel disprezzo per la persona.

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