Maurizio Sciarra a Locarno

Sciarra parte dal grande scrittore russo Lev Tolstoj per raccontare il dramma di un amore

Il regista barese torna a partecipare alla 59° edizione del Festival di Locarno con il suo ultimo film “Quale amore”, una tormentata storia di passione ispirata ad un romanzo del grande narratore russo Tolstoj

«Avevo voglia di fare un film contemporaneo e stavo cercando un testo che mi permettesse di confrontarmi con la realtà di oggi» ha affermato il noto regista barese, da domani in gara al Festival di Locarno con il suo ultimo film “Quale amore” del 2005. Dopo aver firmato altri due successi, quali “Alla rivoluzione sulla Due Cavalli”, con cui ha già vinto il Pardo d’Oro a Locarno, e “La stanza dello scirocco”, ritorna questa volta con un film ispirato alla profonda psicologia russa. Tratta dal famosissimo romanzo di Lev Tolstoj “Sonata a Kreutzer”, che il regista ha letto un po’ di tempo fa, questa nuova pellicola narra le vicende che spingono un giovane uomo, Andrea, ad uccidere sua moglie, Antonia, famosa pianista che aveva rinunciato alla propria carriera artistica per amore. In un grande aeroporto internazionale bloccato da una tempesta di neve, Andrea, dopo aver scontato una parte della sua pena in un manicomio criminale in Svizzera, è in viaggio verso gli Stati Uniti dove incontrerà i suoi figli per la prima volta. Il tutto viene raccontato ad un suo compagno di viaggio. Con grande intensità e coraggio, Sciarra narra la difficoltà di vivere giorno per giorno la vita di coppia: dalla nascita di una grande passione alla stanchezza edalla noia, che inducono il protagonista a compiere un gesto estremo come l’omicidio della moglie. «Io penso che il cinema debba trovare una forma di racconto estrema, sopra le righe rispetto alla quotidianità. Ho trovato in Tolstoj i grandi sentimenti dell’uomo, la grande narrazione e l’occasione di parlare di un tema che ci investe tutti quanti: come si vivono giorno per giorno il proprio rapporto di coppia, la propria passione ed il proprio amore. In scena sul set Giorgio Pasotti e una sorprendente Vanessa Incontrada (con la partecipazione di Arnoldo Foà e Maria Schneider).

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