Lo “Sportello dei Diritti”, interviene sugli autovelox a Lecce

Decine di segnalazioni giunte a Carlo Madaro, assessore provinciale ala tutela dei diritti

La paura degli automobilisti leccesi che si rivolgono allo Sportello dei diritti per evitare che il nuovo autovelox a radar sia uno strumento per rimpinguare i bilanci del capoluogo salentino

Lo “Sportello dei Diritti” della Provincia di Lecce, la cui delega è stata assegnata a Carlo Madaro, ha ricevuto decine di segnalazioni, anche attraverso la posta elettronica, da parte di cittadini preoccupati dalla nuova misura adottata dal Comune di Lecce consistente nell’adozione di tre nuovissime apparecchiature autovelox con congegno hi-tech a radar a puntamento istantaneo per la rilevazione della velocità nel centro urbano. Le paure della stragrande maggioranza degli automobilisti hanno trovato riscontro nell’esternazioni delle varie associazioni dei consumatori riportate, fra l’altro, dai media locali. E’ comunque legittimo per i Comuni adottare tutte le misure più idonee alla salvaguardia della salute pubblica e della sicurezza stradale, misure fra l’altro previste dal Codice della Strada e disciplinate anche da apposite norme di natura legislativa e regolamentare, non possono comunque, consistere in strumenti adottati anche con il non secondario scopo di rimpinguare i propri bilanci. Nel diritto moderno si è assistito, infatti, ad una modificazione totale del concetto di pena – nel caso di specie la multa – che da una funzione eminentemente sanzionatoria ha assunto sempre più quella preventiva ed educativa, ed il Comune non è più e solo il percettore dei proventi, ma deve adottare tutte quelle misure necessarie alla viabilità e alla sicurezza della circolazione ed il vigile, quindi, più che un prescrittore di multe deve esserne il garante del corretto svolgimento. Sulla natura educativa e preventiva della sanzione interviene fra l’altro, l’art. 208 del Cds, che stabilisce che gli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative relative alle multe elevate dai Comuni devono per forza di cose essere destinate alle attività di cui allo stesso articolo, comma 4, e quindi per finalità educative e per il miglioramento delle viabilità urbana, non potendo essere le stesse, in nessun caso destinate ad altri scopi o ad altri soggetti. Inoltre, lo “Sportello dei Diritti”, vigilerà affinché siano rispettate tutte le prescrizioni del Codice della Strada e regolamentari, in materia, ed in particolare sul posizionamento delle pattuglie , sul diritto alla contestazione immediata, nonchè da ultimo in alcune ordinanze prefettizie di accoglimento, ricordando che ove il cittadino si senta leso in un suo diritto, può intraprendere la via del ricorso all’autorità giudiziaria.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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