Rammarico calciopoli

Poli: “Tanto rumore per a”

Per il sindaco Poli Bortone, sono penalizzati soprattutto i tifosi e la società del Lecce

“Per definizione è dovuto il massimo rispetto alla giustizia ordinaria e sportiva, ma in questo caso ci sia consentito di esprimere un certo grado di rammarico e disappunto per la sentenza della Corte d’Appello Federale sulla nota vicenda che con termine giornalistico viene chiamata Calciopoli”. Questo il pensiero di Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, dopo la sentenza sullo scandalo degli illeciti nel calcio, che, tra le altre cose, impedisce il ripescaggio in serie A del Lecce. “Insomma – puntualizza il primo cittadino del capoluogo salentino – tanto rumore per a! Sembra essere questo il vero corso moralizzatore che interessa alla nuova amministrazione del calcio italiano! Si era partiti con la nomina di Saverio Borrelli a capo dell’Ufficio Indagini, quasi a far presagire una volontà sempre più ferrea di perseguire i comportamenti illeciti e antisportivi. Si era poi giunti ad una sentenza di primo grado significativa ed equilibrata, con pene severe, di chiaro monito per il futuro. Alla fine, come sempre, è prevalso il vizio atavico degli italiani di coprire con un distorto senso di clemenza e bonarietà i tanti torti e soprusi perpetrati ai danni delle squadre e delle società più deboli che hanno avuto l’unico merito di non piegarsi all’andazzo generale. I tifosi – continua Poli Bortone – restano attoniti, soli nella loro inconsapevole e naturale vocazione alla giustizia, una giustizia tradita, in questo caso, da un incomprensibile colpo di spugna che cancella intercettazioni, pedinamenti, inchieste e interrogatori che dovevano servire a rigenerare il patrimonio sociale dello sport e del tifo italiani. Più di tutti – conclude – pagano i tifosi leccesi e la società di via Templari, vittima dei suoi comportamenti virtuosi, della tenuta inappuntabile dei bilanci, della valorizzazione dei giovani talenti.

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