Elogio al metodo Diliberto

Modificare la propria strategia politica pur di non perdere voti

Dal ’98 ad oggi Diliberto è un po’ cambiato: allora non esitò a tradire Rifondazione Comunista pur di entrare nel Governo D’Alema; oggi capisce che appiattimento dei Comunisti Italiani sulle posizioni della maggioranza rischierebbe di farli sparire del tutto

Pronti a far cadere il Governo pur di non rifinanziare la missione italiana in Afghanistan. Rinunciare al potere così tanto desiderato e cercato per non svendere le proprie ideologie e i valori della pace nella quale si crede fino in fondo. Non c’è che dire, i Comunisti Italiani, e pochi altri con loro, hanno espresso chiaramente la loro posizione contro le scelte del resto della maggioranza, votando a favore del rifinanziamento alla Camera solo per un senso di lealtà nei confronti degli alleati. Al Senato le cose sembrano più complicate, dati i numeri di maggioranza e opposizione, e il Governo probabilmente chiederà la fiducia per evitare brutte sorprese. Bravo Diliberto! Coraggioso, pulito, leale. Dal ’98 ad oggi è un po’ cambiato. Allora non esitò a tradire i compagni di Rifondazione Comunista pur di entrare a far parte del Governo D’Alema. Ministro della Giustizia. Con tanti saluti alla guerra in Kosovo decisa dall’allora maggioranza. Oggi i Comunisti Italiani sono in forte calo e un appiattimento sulle posizioni della maggioranza rischierebbe di farli sparire del tutto. Ecco un esempio di come si modifica la propria strategia politica pur di non perdere voti. Le vecchie scuole sono sempre le migliori.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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