S. Anna a Zollino

La santa delle partorienti festeggiata il 25 e 26 luglio

Ad Anna, ancora più triste del marito per il fatto di non poter avere figli, apparve all’improvviso un angelo che le disse che, di lì a poco, avrebbe avuto una figlia, che sarebbe divenuta la madre di Dio. E Zollino regala un fiore a tutte le nonne

Il 25 e 26 luglio si festeggia Sant’Anna a Zollino, piccolo paese, a pochi chilometri da Lecce, noto anche per la “sagra della Sceblasti”, una delle più caratteristiche sagre salentine, che si tiene gli ultimi giorni di giugno. Tutta la comunità cristiana ama ed onora Sant’Anna, la nonna di Gesù. Le notizie più abbondanti su questa santa ci sono fornite dai Vangeli apocrifi e, in particolare, dal Protovangelo di San Giacomo, del secondo secolo d.C., che ci riferisce che Anna era la sposa di Gioacchino ma, purtroppo, i due non riuscivano ad avere figli ed erano così giunti alla vecchiaia, stanchi e tristi, ma sempre devoti al Signore. Per Gioacchino gli affari andavano male, poiché la sterilità era considerata allora quasi un segno di maledizione, uno stigma sociale, e spesso l’uomo perdeva dei buoni affari al tempio di Gerusalemme. Amareggiato, Gioacchino, con il suo gregge, si ritirò sui monti ed Anna era ancora più triste del marito quando, all’improvviso, alla donna apparve un angelo che le disse che, di lì a poco, avrebbe avuto una figlia, una splendida bambina che sarebbe divenuta la madre di Dio. Fu così che Anna e Gioacchino ebbero Maria, la fanciulla vestita di sole, il più bel regalo che avessero potuto chiedere alla loro vecchiaia ed è per questo che Sant’Anna viene invocata dalle partorienti come loro protettrice. Le sue reliquie, deposte dapprima nel convento dei Carmelitani a Gerusalemme, passarono poi, in seguito alle invasioni barbariche, a Costantinopoli e quindi in Provenza dove, prodigiosamente scoperte in una cripta al tempo di Carlo Magno, ridonarono la vista ad un cieco e la parola ad un sordomuto. Stupenda è la basilica eretta dall’imperatore Giustiniano, a Costantinopoli, in onore di Sant’Anna e, fra le più insigni, anche quella presso Gand, in Belgio; anche in Italia, bellissimi sono la chiesa ed il convento di Sant’Anna a Genova, le chiese di Bologna, Pisa, Roma, dove sono anche custodite alcune sue reliquie. A Zollino, la festa ha inizio il 25, con la messa celebrata nella cappella dedicata a Sant’Anna. Questa chiesa, già esistente nel 1522, essendo in pessime condizioni, era crollata nel 1538 e fu ricostruita nel 1677, ad opera dell’architetto Francesco Manuli, in “loco dicto lo Catalano”, che doveva essere un’area in cui viveva una comunità di ebrei, come il toponimo del paese lascia intendere (secondo quanto riferisce Luigi Manni in “Santi e miracoli nel Salento”, Congedo Editore 1996). Nella chiesa vi è una tela, posta sopra l’altare maggiore, commissionata nel 1870 dall’allora sindaco don Marcello Pellegrino, raffigurante Sant’Anna, San Gioacchino e la Madonna. Una complicata epigrafe in latino, posta nel cartiglio superiore, dice che non c’è da stupirsi dei miracoli della santa come non c’è da stupirsi se da un parto verginale è nato suo nipote. Vi è, inoltre, una statua lignea, conservata in uno stipo alla destra dell’altare, che è stata restaurata nel 1980 da Rosario Tondi. Nella serata del 25, si tiene la solenne processione per le strade del paese addobbate da mille luci colorate e poi canti e balli fino a notte inoltrata. Il 26, al termine della messa, viene regalato un omaggio floreale a tutte le nonne di Zollino, così da festeggiare anche Sant’Anna, nonna di Gesù. A conclusione della serata, un grandioso spettacolo pirotecnico.

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