15 e 16 luglio di festa a Presicce

Due giorni dedicati alla Madonnna del Carmine

Nello stemma civico del Comune di Presicce si racconta tutta la storia della nascita del centro salentino. Dalla ricchezza d’acqua del terreno fino alla potenza e longevità degli abitanti

Il 15 e 16 luglio, si tengono a Presicce le celebrazioni religiose e civili per la Madonna del Carmine. Presicce, sorta, secondo Giacomo Arditi, nel quarto secolo, deriverebbe il suo nome dal fatto che, nell’antichità, questo era un posto particolarmente ricco d’acqua. Per l’esattezza, il toponimo rimanda ad un episodio accaduto molti secoli fa e che è richiamato anche nello stemma civico della città. In detto stemma, è raffigurato un cervo che si abbevera ad una fonte e, alle sue spalle, un albero di quercia. Nei primi secoli dell’era cristiana, riferisce l’Arditi, vi fu una tremenda siccità che mise in ginocchio molti paesi dell’estremo Salento, fra cui Ugento, Specchia e Pompiniano, e che durò diversi anni. Il territorio di questi paesi era particolarmente scarso di acqua e privo di falde freatiche. Gli abitanti, che soffrivano la sete, allora, cercarono un altro posto dove andare e si stabilirono in una piccola vallata, molto ricca di acque, che divenne “Praesitium”, ossia “sorto a cagione della sete”; da “Praesitium” venne “Praesitio” e poi “Presicce”. Il cervo dello stemma allude proprio a questo bisogno di acqua, anche se la presenza di cervi nel territorio salentino è un fatto insolito. Allora, la presenza di questo animale si spiega in quanto l’immagine biblica del cervo che corre verso la fonte significa lo slancio verso il divino, verso la verità rivelata, origine di tutte le certezze. La quercia fu aggiunta in un secondo momento, con un evidente rimando alla campagna di Presicce ma anche perché, in araldica, la quercia indica solidità, potenza, longevità. Le prime notizie che abbiamo su Presicce risalgono al dodicesimo secolo. Il Castello, di origine normanna, ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, da parte dei proprietari che si sono succeduti. Molto bello il giardino pensile che si trova all’interno del palazzo. Si racconta che, nel Seicento, in segno di devozione nei confronti del barone Barilotti, feudatario di Presicce, le coppie di sposi dovevano fare un giro intorno all’albero di arance in segno di sottomissione. Barilotti era un uomo spietato e il più odiato dei feudatari di Presicce. Avaro, amante del piacere e delle belle donne, godeva dello jus primae noctis, cosicché tutte le neo spose di Presicce dovevano concedersi a lui prima ancora che al proprio marito. Il popolo di Presicce decise di vendicarsi del signore. Durante il Carnevale del 1655, l’odiato usurpatore, mentre si affacciava alla finestra del suo Palazzo per assistere alla sfilata in maschera, venne ucciso, colpito da alcuni spari provenienti da una pistola. Fu la fine di un incubo e questo episodio decretò anche il soprannome collettivo dei presiccesi, cioè “Mascarani”. Tutti i partecipanti alla sfilata in maschera fecero finta di niente e continuarono i canti e le danze. Nella Sala del Trono del Palazzo Baronale è possibile ammirare l’imponente altare ligneo della chiesa di Santa Maria degli Angeli, recentemente restaurata. Attualmente il Palazzo, di proprietà comunale, ospita, nell’ala nord, il Museo della Civiltà Contadina, fondato negli anni 90 dall’associazione culturale Museo Aperto. La importante chiesa di Sant’Andrea, patrono della città, opera dell’architetto locale Saverio Negro, barocca, contiene al suo interno tele del Tiso, del Catalano e del Coppola. Nella piazzetta antistante la chiesa è collocata la statua di Sant’Andrea, patrono del paese, eretta nel 1778, circondata da una balaustra in pietra locale. Importante è anche la chiesa di Santa Maria degli Angeli, che sorge all’estrema periferia di Presicce, sorta nel 1590-1598 ma con affreschi che risalgono all’epoca bizantina. La chiesa e l’attiguo convento dei Padri Minori Riformati, che vi risedettero fino al 1866, sono legati alle origini di Presicce. Infatti, i presiccesi abitavano anticamente proprio nella zona di Pozzo Mauro. Presicce conserva numerosi palazzi nobiliari come il cinquecentesco Palazzo Gonzaga, che attualmente ospita il Municipio, Palazzo Lia, Palazzo Lubelli, Palazzo Villani, Palazzo Alberti, Palazzo Arditi con la annessa cappella di San Luigi degli Arditi, Casa Adamo-Izzo, Palazzo Seracca, Corte Soronzi. Molto bella è anche Casa Rollo, edificata nella seconda metà del tredicesimo secolo ed ampliata nel diciannovesimo e nel ventesimo secolo, che sorge nel centro storico del paese ed è stata recentemente restaurata.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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