Parabita, tre giorni di Coltura

Dal 27 al 29 maggio per la Madonna della Coltura

Torna, a Parabita, l’appuntamento con i festeggiamenti per la Madonna della Coltura. Saranno, come sempre, tre giorni di devozione ed allegria, ma, quest’anno una novità si affianca alla tradizione: il primo Concorso artistico di palloni aerostatici

Tutto parte da quell’agricoltore della leggenda che, arando un campo in località Paradiso, rinvenne il famoso monolito. Da allora, Parabita lega il suo nome alla Madonna della Coltura, amatissima patrona del paese. Ma andiamo con ordine. In un’epoca imprecisata, sulla quale gli studiosi hanno avanzato diverse ipotesi, un agricoltore, arando il suo terreno che si trovava nella contrada “Le pane della Corte”, nel sito detto Cutura, trovò un monolito su cui era dipinta a fresco l’immagine della Vergine ed anche i buoi si inginocchiarono. Il contadino si recò subito in paese per dare la notizia e l’immagine venne portata nella chiesa madre. La mattina dopo, però, con grande meraviglia generale, l’immagine venne ritrovata nel luogo in cui la aveva rinvenuta il contadino, segno che la Madonna aveva scelto per sé quel posto. Così, proprio lì si decise di costruire una piccola cappella in ricordo dell’avvenimento miracoloso e in modo che la Madonna guardasse, proteggendoli, i campi, che erano per i parabitani l’unica fonte di sostentamento, in una economia esclusivamente agricola quale era quella dei secoli scorsi. La Vergine venne chiamata Madonna della Coltura, sia perché il luogo del ritrovamento era così chiamato, sia perché la Vergine era ritenuta protettrice dei campi e degli agricoltori. Quando il contadino della leggenda diede la notizia del ritrovamento, tutti i concittadini si precipitarono sul posto per ammirare la sacra immagine. A ricordo di quell’avvenimento, oggi si corre il palio, che per i parabitani è la gara del chilometro. Questa corsa, che si svolge la domenica mattina, secondo alcuni ricorda la corsa fatta dal contadino che da Contrada Pane correva in paese per annunciare a tutti il ritrovamento; secondo altri, invece, essa ricorda la corsa che gli abitanti del paese fecero da Parabita verso la campagna per ammirare il monolito trovato. Ad ogni modo, i “curraturi”, in un numero imprecisato, corrono per meritare il premio che viene messo in palio e la gara è detta “del chilometro” perché più o meno questa è la distanza che intercorre tra la Casina Paradiso, sulla strada per Gallipoli, e l’ingresso del paese, “ a ssutta a porta” cioè la porta che delimitava le mura dell’antica città: qui, si trovano le statue dei tre protettori del paese, la Madonna della Coltura, San Sebastiano e San Rocco, che attendono il vincitore, all’incrocio fra via Coltura, via Vittorio Emanuele II e Vittorio Emanuele III. In passato, i curraturi erano anche vestiti in costume da contadini, con gli attrezzi del mestiere in mano, mentre oggi i partecipanti alla gara indossano abiti civili. Grandissimi saranno anche quest’anno i festeggiamenti che si svolgeranno dal 27 al 29 maggio in onore della Madonna della Coltura, allietati dal suono della banda, dai fuochi pirotecnici ed anche dal lancio dei palloni aerostatici. Infatti, il solerte Comitato Festa, presieduto da Giuseppe Fasano, ha organizzato, in piazza Regina del Cielo, il primo “Concorso artistico di palloni aerostatici dedicati alla Madonna della Coltura”. Grande divertimento, insomma, fra storia e devozione, nel nome della Madonna della Coltura, “a Matonna noscia”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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