A Galatone, tre giorni di festa per il Crocefisso

Una festa sentita oggi come alle origini

I tre giorni di festa, dal 2 al 4 maggio, per il Crocefisso dimostrano quanto Galatone tenga al culto del suo protettore. Nonostante sembri che questi si rifiutò di compiere miracoli in città a causa dell’eccessiva corruzione degli abitanti

Ben tre giorni di festa, dal 2 al 4 maggio, Galatone riserva al Santissimo Crocifisso. Il protettorato di Gesù Crocifisso sulla città affonda le sue radici in un tempo lontano, quando il sentimento di devozione era molto più forte presso la popolazione pressoché analfabeta, che viveva di stenti ed era facilmente suggestionabile dal sacro e dall’irrazionale. Vuole la leggenda, (ché sempre di leggende, in questi casi, si tratta) che, verso la fine del XIV secolo, un contadino avesse dipinto sulla parete della propria stalla una bellissima immagine del Crocefisso che, in breve tempo, era diventata oggetto di devozione popolare, poiché ad essa si attribuivano anche dei miracoli. Nel Seicento, inoltre, avvenne un fatto prodigioso: mentre alcuni fedeli erano riuniti in preghiera intorno alla sacra immagine, il Cristo scese giù dalla croce e aprì la teca dietro la quale era custodita la sacra immagine, diede una intensa occhiata ai fedeli lì riuniti e tornò nella sua posizione. Con grandissimo stupore, poi, i fedeli si avvicinarono alla teca e si accorsero che le braccia del Cristo non erano più legate davanti, ma dietro le spalle. Anche un pittore, che proprio in quei giorni stava studiando il dipinto miracoloso, poté confermare che la posizione delle braccia del Crocefisso era effettivamente mutata. Naturalmente, si gridò al miracolo e non solo i galatonesi, ma anche gli abitanti dei paesi vicini, accorsero sul posto per potere adorare la sacra immagine. Era chiaro agli abitanti di Galatone che Gesù Crocifisso avesse voluto esprimere la sua preferenza per loro e si convenne che occorreva costruire una chiesa in quel posto, per dare degna ospitalità all’immagine miracolosa. Nel 1624, a seguito di numerose donazioni di immobili, gioielli e perfino bestiame da parte del popolo, si diede l’inizio ai lavori di costruzione del sacro edificio, che doveva sostituire l’umile stalla nella quale, fino ad allora, si erano riuniti i devoti. Qualcosa però non andò come doveva. La chiesa fu costruita in appena nove mesi, ma si trattava di un edificio molto modesto e quasi angusto per potere contenere tutta la gente, nonostante la “pietas” dei galatonesi avesse dato grandi introiti al comitato promotore dell’edificio. Circolò così il sospetto che alcuni dei proventi della colletta fossero andati nelle tasche di qualche funzionario corrotto, piuttosto che essere interamente utilizzati per la costruzione dell’edificio sacro. In effetti, anche i materiali utilizzati erano scarsi, tanto che, pochi anni dopo, pioveva dal tetto e gli infissi erano già deteriorati. In appena quindici anni di tempo, insomma, la Chiesa appariva ormai un edificio precario ed obsoleto e, ben presto, crollò e la miracolosa immagine del Cristo andò in frantumi. Volendo archiviare per sempre quella brutta pagina di storia galatonese, il clero e i fedeli pensarono di costruire subito un’altra chiesa, stavolta degna dell’amore che il Crocefisso aveva dimostrato per la comunità. Il nuovo edificio barocco fu veramente imponente e venne inaugurato nel 1696, intitolato a Gesù Crocifisso, che divenne anche il patrono del paese. Il protettore però, da allora, non operò più miracoli e la vulgata vuole il Crocefisso fosse rimasto disgustato dagli interessi e dalla corruzione del clero galatonese ed anche dalle eccessive aspettative che si erano create intorno al dipinto miracoloso, per fini poco nobili. Ad ogni modo, la devozione per il protettore del paese è arrivata fino ai giorni nostri ed è molto sentita ancora oggi. I grandi festeggiamenti che Galatone riserva, dal 2 al 4 maggio, al suo patrono ne sono la conferma.

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