No alle parabole nel centro storico di Casarano

Le antenne paraboliche non sono decorose per la città

Le antenne paraboliche non sono illegittime, ma “inadatte” al decoro del centro storico della città. E in attesa che l'amministrazione comunale stili un regolamento che tuteli l'immagine del centro, due neonate antenne paraboliche potrebbero mettere a dura prova l'estetica di piazza Diaz

I lavori di sistemazione del basolato del centro antico di Casarano continuano senza sosta. Da alcuni giorni è stato aperto il cantiere su via Astore, una delle strade più antiche, che collega piazza Diaz a piazza Nazario Sauro e a via Nino Bixio, luoghi storici della città. I lavori hanno interessato finora un breve tratto, solo pochi metri, ma la qualità è senza dubbio migliore rispetto a quelli, contestatissimi, che hanno interessato piazza Diaz. Le proteste dei cittadini, infatti, hanno indotto l'amministrazione comunale ad affidarsi ad una ditta specializzata e il risultato sembra buono. L'attuale progetto prevede la sistemazione di via Astore fino all'incrocio con via Bixio. Intanto, però, un fatto nuovo potrebbe riaccendere le polemiche tra i cittadini e l'amministrazione comunale. Ieri pomeriggio, infatti, sul balcone di uno dei tanti palazzi della piazza centrale della città un operaio stava installando due antenne paraboliche: una orientata verso l'obelisco; l'altra verso la torre dell'orologio. Premesso che l'installazione delle due “padelle” è legittima, in quanto non occorre autorizzazione amministrativa, rimane il fatto però che non depone a favore di quanti vogliono trasformare piazza Diaz in una sorta di salotto. L'esecutivo, infatti, nella affannosa ricerca di consenso, da diverso tempo è alla prese con la stesura di uno specifico regolamento per garantire il decoro urbano sulla piazza, improntato principalmente sull'abbellimento delle facciate dei palazzi, tutti molto belli. L'assenza di regolamentazione ha permesso l'installazione delle due antenne paraboliche su uno dei balconi (non sul terrazzo) e potrebbe dare un duro colpo all'estetica della piazza.

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