“Il monumento al riccio resti dov’è”

Fa discutere la rimozione del monumento al riccio a Gallipoli

Sandra Antonica, assessore provinciale alle Politiche Culturali, interviene in merito alla rimozione, messa in atto dal Comune di Gallipoli, del monumento al riccio, dell’artista Enrico Muscetra. “L’opera d’arte – precisa Antonica – non è un complemento d’arredo da spostare a piacimento”

“L’amministrazione comunale di Gallipoli ha rimosso il monumento al riccio dello scultore salentino Enrico Muscetra. Più volte siamo intervenuti verso il Comune, sia formalmente, in quanto finanziatori dell’opera, sia attraverso i giornali per scongiurare una decisione che ci appariva e ci appare inopportuna. Un’opera d’arte, come questa scultura, non è un complemento d’arredo che può essere spostato a piacimento. La collocazione di un monumento nel contesto urbano è frutto di una scelta ragionata di un artista e la sua lettura non può darsi fuori da questo contesto. Con gli anni il riccio era diventato parte del paesaggio urbano di Gallipoli. Un raggio di bellezza sulla prospettiva del grattacielo, monumento alla bruttezza. Con questo intento fu decisa la sua realizzazione da parte di un comitato spontaneo di cittadini salentini. Per questo motivo la Provincia di Lecce nel 2001 decise di sostenere e finanziare l’iniziativa destinando alla realizzazione del monumento l’incasso di un memorabile concerto di Goran Breghovic. Lo stesso musicista decise di destinare al finanziamento dell’opera parte del suo compenso. Molti sono stati gli artisti, i critici, gli scrittori che a più riprese hanno difeso l’opera del maestro Muscetra. Tra i tanti vorrei ricordare il grande scrittore siciliano Vincenzo Consolo, presente all’inaugurazione del monumento, lo scultore Antonio Trotta e, da ultimo il critico Vittorio Sgarbi, di solito non tenero nei confronti dell’arte contemporanea. La scelta del Comune di rimuovere il monumento al riccio non è soltanto contro l’opera di Muscetra. Essa ha il valore di un gesto forte contro quei cittadini che liberamente decisero di intraprendere l’impresa, contro la Provincia che in gran parte l’ha finanziata, contro i tanti intellettuali, artisti, scrittori che l’hanno difesa e ne hanno scritto. Sia chiaro, qui non si vuole contestare la prerogativa dell’amministrazione comunale di Gallipoli di decidere liberamente dei fatti di casa propria. Lungi da noi qualsiasi forma di ingerenza in decisioni che competono esclusivamente al sindaco e ai suoi assessori. Se torniamo a prendere posizione sull’argomento è perché avevamo chiesto al sindaco, ed ottenuto, almeno verbalmente, la sua disponibilità a concordare insieme all’autore e al fonditore lo spostamento del monumento e la sua nuova collocazione; e ciò al fine di non danneggiare l’opera ed individuare insieme un sito idoneo che esaltasse le caratteristiche della scultura. Così non è stato. Abbiamo appreso dai giornali che il monumento è stato spostato senza che ne sia stato informato l’autore, nè il fonditore, l’unico che avrebbe potuto garantire la rimozione del riccio senza danneggiare l’opera, e neppure la Provincia. Mi sembra opportuno a questo punto, pur nel rispetto delle legittime prerogative del Comune, che la Provincia esperisca ogni tentativo per entrare nel possesso di un’opera d’arte che ha finanziato, anche al fine di decidere di una sua idonea collocazione”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!