Casarano: antenne come funghi

I cittadini protestano contro un nuovo ripetitore telefonico

Il Comune promette da due anni un piano di localizzazione degli impianti per la telefonia mobile, ma i cittadini non l’hanno ancora visto. E intanto in via Cremona spunta la settima antenna

L’installazione di una nuova antenna per la telefonia ha messo in apprensione gli abitanti delle strade intorno alla chiesa del Sacro Cuore di Casarano, una zona centrale della città. Ieri mattina, infatti, sul terrazzo di un immobile di via Cremona all’angolo con corso XX Settembre, è spuntata una parte del traliccio che ospiterà l’antenna della Tim di nuova generazione (sistema Umts). La società di telefonia mobile ha cominciato i lavori dopo aver vinto un contenzioso con il Comune, durato sei mesi, che in un primo momento aveva respinto la richiesta di installazione dell’impianto. I lavori continueranno nei prossimi giorni finché non verrà attivata l’antenna. Secondo alcune testimonianze, i lavori sarebbero stati effettuati nella notte tra mercoledì e giovedì, seppure la Tim avesse ottenuto dal Tar di Lecce l’autorizzazione. Forse la società in questo modo spera di evitare un’eventuale sospensione dei lavori a seguito di manifestazioni di protesta da parte dei cittadini, sempre attenti sugli effetti che potrebbe causare sulla salute l’inquinamento elettromagnetico. Il Tar ha dato il via libera alla Tim in base al principio che il servizio di telefonia mobile è considerato di pubblica utilità. Per questo motivo, Palazzo dei Domenicani non si è opposto alla sentenza perché viene considerata un’azione inutile e dispendiosa. “L’amministrazione comunale, però, non rimarrà con le mani in mano – assicura il sindaco, Remigio Venuti – stiamo predisponendo un piano di localizzazione degli impianti per la telefonia mobile che servirà a spostare le antenne in luoghi che coprano tutto il territorio comunale e che, contemporaneamente, siano lontani dal centro abitato”. Il discorso del piano non è nuovo: l’amministrazione comunale lo annunciò nel 2004 e ripetuto ogni volta che il problema si riproponeva. Intanto, sono passati due anni e il parco antenne è aumentato. All’interno del centro cittadino gli impianti sono già sette, compreso quello della Tim di via Cremona. La vicenda è iniziata nel giugno dello scorso anno quando la Tim ha chiesto l’autorizzazione di installare l’impianto. L’ufficio comunale preposto, però, ha respinto l’istanza perché l’impianto, trovandosi in zona B1, avrebbe superato in altezza i limiti imposti dalle norme urbanistiche vigenti. La società di telefonia, basandosi sul principio del servizio di pubblica utilità, ha presentato ricorso al Tar di Lecce che, con sentenza del dicembre scorso, ha accolto la tesi della Tim e ha dato l’autorizzazione implicita all’installazione.

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