La Candelora: da processione a fiera di bestiame

Le origini della festa nel rito di purificazione della Vergine alla nascita di Gesù

Martano, come molte altre località, italiane e non solo, sente molto l’avvicinarsi della festa della Candelora, che segna, spesso, il passaggio tra la stagione invernale a quella primaverile. Ma, come recita un conosciuto detto popolare, “se piove o tira vento de l’inverno semo dentro”

La festa della Candelora ricorda il rito della purificazione che la Vergine Maria fece dopo aver dato alla luce Gesù. Infatti, secondo la legge degli ebrei, ogni madre, che avesse dato alla luce un figlio maschio, veniva considerata impura per sette giorni e per altri 33 non poteva partecipare a qualsiasi forma di culto. Al termine dei quaranta giorni, quindi, quando Maria fu di nuovo pura e poté uscire in pubblico, vi fu la presentazione di Gesù al tempio. Il rituale della purificazione prevedeva che si accendessero dei ceri, delle candele, da cui appunto “Candelora”, che dovevano essere portati in processione solennemente. Questa tradizione dal vicino Oriente passò a Roma e, già nel VII secolo d.C., aveva raggiunto una grande importanza. A Roma, nel Medioevo, si compiva una lunghissima processione che partiva da Sant’Adriano e attraversava i fori di Nerva e Traiano, attraverso il colle Esquilino, per raggiungere infine la basilica di Santa Maria Vergine. Successivamente, la processione si accorciò, svolgendosi intorno alla basilica di San Pietro, con la benedizione solenne dei ceri da parte del Papa. Ancora oggi, in molte parti d’Italia, durante la festa della Candelora, si tiene una solenne processione e la benedizione dei ceri. Soprattutto in passato, si riteneva che questi ceri che, dopo essere stati benedetti, venivano tenuti in casa, allontanassero gli influssi maligni. Nei paesi costieri, si credeva che essi servissero a ritrovare gli annegati: gettati in acqua, si sarebbero fermati dove si trovava il corpo dell’annegato. A Martano, in occasione di questa festa, mercoledì 1 e giovedì 2 febbraio, si tiene una grande fiera, organizzata ormai da molti anni, dal solerte “Comitato Candelora martanese”. Per i commercianti, la fiera della Candelora è una occasione importante per vendere i propri prodotti. Si vendono animali, soprattutto cavalli (con allevatori che vengono fin dalla Basilicata e dalla Campania), attrezzi agricoli e macchinari. La Candelora viene a cadere in un periodo molto particolare dell’anno, cioè in prossimità della fine dell’inverno. Un detto popolare recita: “Candelora dell’inverno semo fora; ma se piove o tira vento de l’inverno semo dentro”. Cioè, la festa della Candelora segna il passaggio fra l’inverno e la primavera, ma, se in questo giorno il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno e bisognerà, quindi, aspettare ancora che il freddo passi del tutto. E quest’anno, come sarà il tempo?

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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