Origine di Palmariggi

La festa della Madonna di Montevergine e il perché di “Palmariggi”

La fortezza di San Nicola contrasta l’invasione dei Turchi. La Madonna delle grazie appare per porre fine al pericolo. Nasce così Palmariggi, una volta Mons Jovis.

Sabato 7 e domenica 8 maggio, si è festeggia la Madonna di Montevergine a Palmariggi. Il territorio di Palmariggi era abitato fin dall’età del bronzo, come testimoniano alcuni menhir nelle vicinanze del santuario di Montevergine. Palmariggi sorge su una collinetta che i Romani denominarono “Mons Jovis”, in onore del dio Giove. Mons Jovis si corruppe poi in “Monte Juzzu”, e qui sorse un casale, chiamato “San Nicola”, dal nome di un possente fortilizio che era stato edificato in quel luogo a difesa delle popolazioni dei dintorni. Durante l’invasione dei Turchi nel 1480, accadde a San Nicola uno straordinario evento che doveva segnare le sorti del paese. I Turchi, dopo aver preso Otranto, si diressero nell’entroterra e iniziarono a commettere ogni sorta di razzia a danno dei paesi indifesi. L’unico ostacolo che si frapponeva ai Turchi era la fortezza di San Nicola, che i feroci Saraceni decisero di abbattere. Gli abitanti, terrorizzati, si rivolsero alla Madonna delle Grazie per chiedere aiuto, ed ecco compiersi il miracolo. Gli abitanti, che pregavano nel punto più alto della collina di Monte Juzzo, videro apparire la Vergine che, tenendo in mano una palma, quasi fosse una spada, andava incontro ai feroci invasori i quali, impauriti, cominciavano ad indietreggiare. Fu così che il casale di San Nicola venne risparmiato dalla furia devastatrice dei Turchi e gli abitanti, come segno di riconoscenza per la salvezza guadagnata, vollero consacrare il paese alla Vergine con la palma e fecero erigere, all’entrata del fortilizio, una chiesa intitolata appunto alla Madonna. Inoltre, venne anche modificato il nome di San Nicola, che divenne “Palmarice”, in seguito “Palmericce”, ed infine “Palmariggi”, che vuol dire proprio “A te che reggi la palma”. La palma compare anche nello stemma civico del paese, sormontato da una corona. Nel 1595, un pastorello, che guidava il suo gregge, si accorse di avere smarrito un temperino a lui molto caro. Si mise a cercarlo dappertutto ma, scoraggiato, entrò a riposare in una grotta e lì gli apparve la Madonna delle Palme che, tendendogli la mano, gli restituì il temperino. Il pastorello corse in paese a raccontare quello che gli era successo e gli abitanti di Palmariggi, che riconobbero i chiari segni di un prodigio, guidati dal parroco Francesco Antonio Federici, si recarono nella grotta, dove rinvennero un affresco raffigurante la Vergine. Vollero costruire in quel luogo una cappella e, nel 1907, la piccola cappella divenne una grande chiesa e cioè il santuario di Monte Vergine. Nella chiesa della Madonna della Palma è custodita la statua della Madonna, poggiata su di un telaio di legno, con in braccio Gesù Bambino. Il viso e le mani di entrambi sono di cartapesta. La Madonna regge con la destra la palma; Gesù Bambino regge con la sinistra un ramoscello, entrambi di argento. Il mantello celeste e i vestiti della Vergine e del Bambino sono ricamati con gusto e impreziositi da brillantini color verde e rosa. Sabato 7 un solenne corteo partirà dal santuario e si snoderà per le strade del paese, accompagnato dalla banda; a sera, spettacolo di fuochi pirotecnici. Domenica 8, ancora festeggiamenti, con il concerto bandistico per la gioia di grandi e piccoli. Il Santuario di Montevergine, immerso nella pace e nel fresco di una folta pineta, oltre ad essere meta ininterrotta di pellegrinaggi da tutto il Salento ed oltre, da anni, ormai, viene scelto dalle giovani coppie per celebrarvi il loro matrimonio, anche perché da questa altura si può ammirare un suggestivo spettacolo ed il mare di Otranto, che dista solo 8 chilometri da Palmariggi.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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