San Michele Arcangelo a Supersano

Storia di un insediamento e di una chiesa

Il 7 e l’8 maggio Supersano festeggia il proprio patrono, San Michele Arcangelo. Previsti una processione, una fiera e uno spettacolo pirotecnico finale.

Il 7 e l’8 maggio Supersano festeggia San Michele Arcangelo. Le origini della città di Supersano affondano nella notte dei tempi. Presso la serra di Supersano, in località “Scorpo” sono stati trovati dei resti di insediamenti umani che risalgono all’età preistorica. La località “Scorpo”, come riferisce Bruno Contini, è una zona che, fino al 1800, era coperta dal bosco Belvedere e che si stende fra la serra di Supersano ad ovest e la serra Motta ad est. Dai reperti ritrovati in questo sito si è avanzata l’ipotesi che già l’uomo di Neanderthal (dai 120.000 ai 35.000 anni fa) sia vissuto nella località Scorpo. Infatti, due menhir, di età megalitica, che si trovano nei pressi di Belvedere, confermerebbero questa ipotesi. Di certo si può parlare della presenza di alcuni insediamenti in età arcaica (dal VI al V secolo a.C.), grazie ai ritrovamenti effettuati sul posto, qualche anno fa, da. D’Andria e Semeraro, docenti dell’Università di Lecce. Sicuramente la vita associativa si svolgeva intorno al bosco di Belvedere, nei pressi di alcuni acquitrini, come la palude di Sombrino, dove gli abitanti vivevano di caccia, di agricoltura e di allevamento di animali domestici. Da alcuni scavi effettuati nel 1999 dalla Sovrintendenza Archeologica della Puglia in collaborazione col dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Lecce, sotto la direzione di Paul Arthur, sono venuti alla luce due tipi di capanne domestiche, dette grubenhauser, di matrice longobarda, risalenti all’alto medioevo, VI e VII secolo. Il feudo di Supersano, faceva parte del principato di Taranto, durante il regno di Enrico VI, figlio di Federico I di Svevia. Nel 1240, Federico II trasmise il feudo al figlio naturale Manfredi Lancia. Morto Manfredi nella battaglia di Benevento del 1266, Carlo I d’Angiò, nuovo signore del Regno di Napoli, nel 1272, diede il feudo a Filippo Montefuscoli, normanno. Risale a questo periodo la costruzione del primo nucleo dell’imponente castello di Supersano, il Mastio, che, in origine, in quanto torre difensiva, era una struttura architettonica isolata. Dopo la morte di Filippo Montefuscoli, che non lasciò eredi diretti, il feudo di Supersano venne nuovamente incorporato nel principato di Taranto che, nel 1294, venne da Filippo II concesso al figlio Filippo. Da Filippo passò a Margherita e successivamente, poiché nessuno dei due figli di Margherita, Roberto e Filippo, ebbe eredi, il feudo passò, per matrimonio, nei possedimenti dei Del Balzo, in quanto Margherita aveva sposato in seconde nozze Francesco Del Balzo, duca d’Andria. Poco dopo, Giovanna d’Angiò, regina di Napoli, moglie di Ottone di Brunswich, sottrasse il principato di Taranto ai Del Balzo ma, dopo la morte di Ottone, il nuovo re di Napoli, Ladislao d’Angiò-Durazzo concesse il principato a Raimondello Orsini del Balzo, grande condottiero ed ottimo diplomatico, poi sposo di Maria D’Enghien, morto nel 1406. Supersano, come molte altre città in terra D’Otranto, fu attaccata, fra il 1480 e il 1481, dai Turchi. Il casale fu quasi distrutto e molta gente uccisa o deportata. Successivamente, Supersano appartenne ai D’Aragona, ai Carafa del Traetto e ai Gallone, principi di Tricase, fino al 1806, data della soppressione della feudalità. La chiesa di San Michele Arcangelo sorge sulle fondamenta di una piccola chiesa che fu abbattuta nel 1723: l’abbattimento fu ordinato dall’allora vescovo di Ugento, Andrea Maddalena di Napoli. Avvenne così la successiva costruzione della nuova chiesa, che fosse più adeguata a contenere il numero dei fedeli supersanesi che nel frattempo era cresciuto. Nel 1743, tutta la provincia di Lecce venne scossa da un tremendo terremoto ed anche la chiesa di Supersano subì molti danni. La chiesa, così ricostruita, aveva una pianta rettangolare formata da un unico vano disposto nella direzione est ovest. Nel 1933, vennero effettuate ulteriori modifiche che diedero alla fabbrica la attuale pianta a croce latina e, nel 1955, l’amministrazione comunale, guidata dall’allora sindaco, Magli, decise di far smontare la facciata principale della chiesa, facendola indietreggiare di qualche metro, per permettere l’allargamento della via Vittorio Emanuele, e rimontandola dopo così come è allo stato attuale. Nel 1981, vi fu il restauro del pavimento, intriso di umidità e, nel 2002, è iniziato l’ultimo restauro: il rifacimento completo della facciata, la sostituzione del pavimento e alcuni interveti di consolidamento strutturale. Lavori questi che hanno permesso di potere dare una cornice più degna alla festa che svolge a Supersano, in onore del santo, con la processione di sabato, e la fiera di domenica mattina e infine, la conclusione con lo spettacolo di fuochi pirotecnici, nella serata di domenica.

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