Astremo novello Manzoni

La merda d'autore sul periodico di cultura e critica letteraria curato da Rossano Astremo

I giovani autori salentini si muovono e rinnovano la cultura dell’estremo lembo d’Italia. Tra tutti, Rossano Astremo, sovversiva e lucida “Vertigine” dei nostri tempi.

“Fate fogli di poesia, poeti, vendeteli per poche lire”! Questo può essere considerato il manifesto poetico di tutta la nuova generazione letteraria salentina, secondo le parole di Antonio Verri, importante punto di riferimento per tutti i giovani autori, o meglio “bagliori della giovane letteratura salentina”, come vengono definiti nella collana “Under 35”, curata da Stefano Donno per Luca Pensa Editore. Con il provocatorio titolo “Merda d’autore”, è da poco uscito il numero 5 di Vertigine, periodico di scrittura e critica letteraria, curato da Rossano Astremo, forse la punta di diamante della rinascita culturale che ha interessato il Salento negli ultimi anni. Già il titolo, in chiaro riferimento alla “Merda d’artista” (1961) grazie alla quale Piero Manzoni si impose nel panorama artistico del secondo dopoguerra, è una esplicita dichiarazione d’intenti. Se il mondo della cultura salentina sembrava essere quasi atrofizzato, fino a qualche tempo fa, e appannaggio di quei soliti noti, che pontificavano a tutte le ore, su tutti i mezzi di informazione culturale, Rossano Astremo e gli altri hanno dato una scossa con la loro dirompente, anche brutale, carica sovversiva e lucida poetica follia. Astremo, novello Manzoni, potremmo dire. Allora, diciamo pure, ben venga questa ventata di aria nuova, anche se ciò non vuol dire accettare a priori e in toto il messaggio poetico di cui sono portatori l’Astremo e gli altri. Ma di cosa si occupa Vertigine n° 5 e chi è Rossano Astremo? Vertigine, periodico di scrittura e critica letteraria, vuole essere, nelle intenzioni del suo curatore, una rivista rappresentativa di tutto ciò che si muove, in questo estremo lembo di terra arido e assolato che è il Salento, in campo poetico, letterario, scritturale in genere; un cantiere culturale, un’opera aperta a tutti quelli che hanno qualcosa da dire sulla vita e sanno come dirla. Astremo si propone così di fare da collettore, con questo strumento indipendente e un po’ pirata, di tutte quelle brillanti menti creative (fra le quali egli si inserisce a pieno diritto) che hanno portato illustri critici a parlare di una Nouvelle Vague pugliese e salentina nella fattispecie. Astremo e gli autori ospiti della sua rivista hanno scelto la strada della sperimentazione, che usano come un’arma contro tutto il “bigottume” e la vischiosità della cultura accademica e paludata, convinti che l’osare, nella scrittura, per usare le parole dello stesso Astremo, sia l’unico modo per non essere sottomessi e ridotti all’encefalogramma piatto del pensiero imposto. In quest’ultimo numero, dedicato a tutti i detrattori della rivista, con lo scopo di riversare loro addosso palate di merda, vengono ospitati interventi che, vista la loro bruttezza, non avrebbero mai trovato spazio in nessuna altra pubblicazione. E così, con tutto il loro maleodorante carico escrementizio, ecco l’intervento di Nicola Lagioia, autore del recente Occidente per principianti (Einaudi), con un articolo dal titolo “Au lecteur”; poi Claudio Morici, che nel 2004 ha curato per Walter Casini Editore l’antologia Teoria e tecnica dell’artista di merda, col suo articolo “Copisteria”. L’intervento di Tiziano Serra, giovane poeta salentino, si intitola “Sui pedigree di animali domestici e poeti selvatici” ed è tratto da “La scimmia favolosa e le alghe grandi quanto i mostri”, capitolo “ODA (Operette diversamente abili)”. Altri interventi sono: “Lento ritorno a casa” di Massimiliano Zambetta, autore teatrale originario di Bari ma che vive a Milano e “Le vacche di Bagdad” di Manila Benedetto, autrice di Pelle sporca, pubblicato da poco da Besa editore. Wu Ming 1, autore di “Versi dal viaggio in Brasile” è il nome sia di un artista, che ha da poco pubblicato il primo romanzo New Thing (Einaudi Stile Libero 2004), che di un collettivo artistico. Roberto Lucchi, curatore del blog letterario rififi.clarence.com è autore di “Vernissage”, mentre il romanziere Tommaso Pincio è autore di “Apocalypse Rome”. Inoltre, la rivista ospita alcuni testi poetici di Stefano Donno, ideatore della rivista elettronica Musicaos, insieme a Luciano Pagano, e autore di diverse prove letterarie di notevole spessore; poi “Intervallo, pensieri che lavorano inosservati” di Francesco Pacifico, collaboratore di Repubblica e della rivista letteraria Nuovi Argomenti. Mario Desiati, redattore della rivista Nuovi Argomenti e romanziere, è autore dell’articolo “L’ultimo amante di Rodolfo Valentino”, mentre l’intervento di Luciano Pagano, autore (fra le altre cose) delle raccolte poetiche Venenum e Poesie del Sol Levante, è “Il Merda (Visione), da Petrolio di Pier Paolo Pasolini”. La rivista, da questo numero, è stampata e distribuita da Luca Pensa Editore, il che assicura una maggiore visibilità al prodotto, facendolo uscire dalla angusta nicchia in cui fino ad ora era stato costretto dalla precarietà dell’autoproduzione. Vertigine non è solo un periodico cartaceo, ma è anche un sito internet: www.Vertigine.com. E’ questo uno spazio totalmente autogestito in cui l’Astremo può dare prova della sua poliedricità, con editoriali taglienti e, a volte, un po’ fuori dalle righe, poesie, narrazioni, recensioni dei libri e dei principali avvenimenti culturali della provincia; e, soprattutto, nel sito, tutti possono sfogare le proprie passioni, depravazioni e urgenze poetiche.

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