E’ in edicola NuovAlba, n.14

Nomi prestigiosi tra gli autori della rivista di politica e cultura

Si trova ormai in tutte le edicole e nei punti strategici della città. Guarda al futuro di Parabita, ma anche al suo passato, approfondendo tematiche molto care alla città.

A Parabita è in distribuzione il nuovo numero di NuovAlba, rivista di politica, cultura, storia parabitana, a cura dell’associazione “Progetto Parabita”, di cui è presidente Ortensio Seclì. Proprio Seclì ci spiega che NuovAlba è nata nel dicembre del 2000 e che quello che è nelle case dei parabitani e nei punti strategici della città in questi giorni è il quattordicesimo numero della rivista, nata con lo scopo di incoraggiare lo sviluppo sociale, politico e culturale della città di Parabita e fare conoscere all’esterno le sue peculiarità. Molti sono gli studiosi che hanno dato il loro contributo alla rivista nel corso degli anni. Fra questi, tra le presenze più assidue, Aldo D’antico, Enzo Pagliara, Ortensio Seclì, Guido Pisanello, che è anche il coordinatore della rivista insieme a Seclì, Aldo De Bernart, Gigi Scorrano, Alessandro Laporta e Gigi Montonato. Questo numero rivolge un commosso ricordo al poeta parabitano Rocco Cataldi, recentemente scomparso. Maestro elementare a Matino, Lecce, Racale e Parabita, fu straordinario poeta vernacolare, conosciuto e apprezzato ben al di là dei confini provinciali, per la semplicità, la pulizia formale e la bellezza evocativa dei suoi versi in dialetto parabitano. Sulla rivista si trovano le testimonianze di due suoi carissimi amici: Mario Cala e Donato Valli. Cala, nel suo intervento intitolato “Rocco Cataldi: Ricordi di un rapporto tra la penna e il pennello”, ricorda il poeta in una dimensione prettamente storica; Valli, nel suo “Sul filo dei ricordi: piccola storia di un’amicizia”, ne sottolinea prevalentemente gli aspetti poetici. Sulla rivista, inoltre, Aldo D’ Antico si occupa di “Parabita nel 1898”, mentre Enzo Pagliara ripercorre i riti della Settimana Santa, dedicando il suo pezzo a Don Emanuele Pasanisi. Ortensio Seclì è autore dell’intervento dal titolo “La Positana: una Madonna importata a Parabita”, in cui ricostruisce l’origine del culto e del nome della Madonna Positana, di cui esiste a Parabita un’icona, in contrada Tuli, chiamata appunto la “Positana”. Il nome della Madonna deriva, secondo lo studioso, non dal “luogo in cui si deposita l’acqua” (paludoso per molti mesi dell’anno), bensì proprio dalla Madonna di Positano, patria di Baldassarre Montuori, emigrato nel 1758 a Gallipoli e da qui a Parabita, dove avrebbe importato il culto del suo luogo di origine. A conferma di ciò, il ritrovamento da parte di Seclì, nella masseria Montuori, un palazzo diroccato nelle vicinanze della masseria Li Tuli, di una seconda immagine della Madonna Positana. Guido Pisanello, con il suo articolo, rende omaggio ad un altro illustre parabitano da poco scomparso, Ezio Cataldi, “L’uomo, l’amico, il medico”. Egli era stato costante collaboratore di questa rivista, dove scriveva pezzi di scienza con un linguaggio apprezzato anche dai più semplici. Tutti ricordano il Cataldi per la sua saggezza e la sua affabilità. Gigi Montonato si occupa di “Dante, l’Islam e lo Stremo d’Europa”; Maria Sarcinella, della scienza che può migliorare la qualità della vita; infine, molto gustose sono le “Note parabitane” di Luciano Provenzano, come sempre a chiusura della rivista.

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