Dal passato al Futurismo

Cavallino si fa in tre per l'arte

Nell'ex convento dei Domenicani di Cavallino, tre mostre ripercorrono l'arte dall'antichità alle avanguardie. Gli insediamenti dei Messapi, la collezione Ruffo di Calabria e il percorso artistico completo di Mino Delle Site. Salentino e futurista doc.

Percorsi d’arte tra vestigia dei Messapi, il collezionismo dei Ruffo e l’evoluzione pittorica di Mino Delle Site è l’evento di apertura del ciclo Cavallino Cultura, organizzato dall’Amministrazione comunale di Cavallino (inaugurazione il 30 gennaio scorso). L’iniziativa, che, tramite tre diverse esposizioni, traccia un percorso che conduce dall’età dei Messapi al futurismo, è realizzata sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica e con il patrocinio del Senato, negli spazi dell’ex convento dei Domenicani, di recente restauro, sede della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università di Lecce. La prima della tre esposizioni, Cavallino. Pietre, case e città della Messapia arcaica, curata da Francesco D’Andria, direttore della Scuola di Archeologia, ricostruisce l’antico insediamento messapico di Cavallino. I materiali in mostra, utensili di caccia e di vita domestica, provengono dai musei archeologici di Lecce e Taranto. un'opera messapica I ritrovamenti delle campagne di scavo, condotte sin dagli anni sessanta, hanno, inoltre, consentito la realizzazione dell’ambizioso progetto di un Museo diffuso di Cavallino (finanziato in parte dalla Regione, in parte dall’Associazione Casse di Risparmio Italia), esempio di interazione tra beni urbanistici, archeologici e ambientali, inaugurato nel 2003. La seconda mostra trae spunto da un’idea del principe Fulco Ruffo di Calabria. Curata da Mario Pavone, essa contribuisce allo studio delle raccolte d’arte di proprietà di diversi esponenti della Famiglia Ruffo. In esposizione, provenienti da diverse città italiane, circa 40 tele, note firme di artisti non solo italiani, attivi sul territorio nazionale nei secoli XVII-XVIII, come Francesco Solimena, Mattia Preti, Simone Cantarini, Luca Giordano, Giuseppe Ribera, il pugliese Corrado Giaquinto. E’ dedicata all’opera di Mino Delle Site (Lecce 1914-Roma 1996), esponente del secondo futurismo salentino, troppo spesso trascurato, la terza mostra, curata da Antonio Lucio Giannone, docente di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Lecce. un'opera di Mino Delle Site Delle Site aderì alla poetica futurista a partire dal 1931, stringendo contatti con gli esponenti più rappresentativi del movimento, tra cui Marinetti, Prampolini, Dottori, Fillia, Diulgheroff, e presenziando con questi a manifestazioni di rilevanza internazionale. un'opera di Delle Site in mostra La mostra indaga l’evoluzione creativa dell’artista salentino, dagli esordi, negli anni trenta (con opere quali Paradiso perduto e Rombo di motori, entrambe olii del 1932) sino alla fine degli anni ottanta, attraverso 70 opere, in gran parte dedicate al tema del volo, realizzate in diverse tecniche e sempre nuovi materiali. All’insegna della sperimentazione, tipica dell’avanguardia futurista. Così, accanto ad espressioni fedeli ai modi più tradizionali degli olii, degli acquerelli, delle tempere, sono esposti i toni più innovativi dei polimaterici Futurpista, Atterraggio notturno, Viaggio nel tempo, Elatica, tutti datati 1985. Le mostre sulla collezione Ruffo e sul percorso di Mino Delle Site si chiuderanno il 13 marzo prossimo; quella dedicata ai Messapi proseguirà fino al 30 marzo.

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