A Casarano, finanziamenti per il “barocco minore”

L'intervento si concentra sulla Chiesa Matrice

Anche Casarano tra i tredici comuni che usufruiranno dei finanziamenti per la ristrutturazione del “barocco minore”. Così la Chiesa Matrice avrà i lavori di consolidamento che aspetta da tempo.

Una parte dei fondi rivenienti dalla legge sul cosiddetto “Barocco minore”, il cui protocollo d’intesa è stato firmato il 9 febbraio scorso a Roma, sono destinati alla città di Casarano. Il finanziamento riguarda, in particolare, i lavori di ristrutturazione e consolidamento statico della chiesa dedicata a Maria Santissima Annunziata detta anche “Chiesa Matrice”. Il finanziamento è di 1.100.000 euro e dovrebbe essere sufficiente per completare i lunghi e difficili lavori che interessano il tempio da diversi anni. Il parroco, don Agostino Bove, da anni impegnato a risanare la splendida chiesa, anche con l’aiuto di un comitato, è convinto che con questo ulteriore contributo il traguardo sia a portata di mano. Il protocollo d’intesa è stato firmato il 9 febbraio, presso il Ministero dei Beni Culturali, tra il ministro Giuliano Urbani; il presidente della società per lo sviluppo dell’arte “Arcus”, Mario Ciaccia, che gestirà la fase esecutiva; il presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, e gli assessori provinciale Maria Rosaria Manieri (Territorio e Ambiente) e Sandra Antonica (Politiche Culturali). Il documento firmato a Roma da il via alla cantierizzazione a tredici progetti individuati dalla Provincia, che riguardano altrettanti piccoli gioielli del barocco salentino, per un importo complessivo di 7 milioni e 740 mila euro. I comuni interessati, oltre a Casarano, sono Nardò (3 progetti per complessivi € 2.835.000), Maglie (3 progetti, € 1.245.000), Galatina (4 progetti, € 1.260.000), Copertino (€ 1.000.000) e Gallipoli (€ 300.000). La chiesa di Maria Santissima Annunziata, risalente alla prima decade del XVIII sec., edificata sui resti di un’altra chiesa, è uno dei massimi esempi del barocco salentino. L’origine dei gravi problemi di natura statica risale ad una lottizzazione avvenuta negli anni Sessanta quando l’amministrazione comunale decise di radere al suolo alcuni vecchi immobili, addossati alla fiancata sinistra del tempio, che gli facevano da contrafforte.

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