Pagliaro diffida il Tacco e si apre la discussione

L'intervento esclusivo di Marco Travaglio

Marco Travaglio, autore del best seller Regime, in un'intervista esclusiva rilasciata al giornalista del Tacco Francesco Ria, denuncia il servilismo di certi giornalisti

In seguito ad un articolo (sul numero di gennaio del Tacco) di Adolfo Maffei sul fallimento dell'Editoriale il Corsivo S.p.a. presieduta da Paolo Pagliaro, l'editore, proprietario di due televisioni locali e cinque radio ha inviato, tramite il suo avvocato, una diffida al Tacco d'Italia. Nel Salento si è aperto un dibattito su temi del potere, la libertà di stampa e il monopolio dei mezzi di comunicazione. Ecco l'intervento dell'autorevole giornalista, allievo di Indro Montanelli e grande accusatore del “regime” televisivo di Silvio Berlusconi. Qual è il grado della libertà di espressione nel nostro paese? “Direi tendente allo zero”. A che cosa è imputabile ciò? “I motivi sono tanti. Innanzitutto perché la carriera del 90% dei giornalisti italiani dipende dal Presidente del Consiglio, che è proprio l’ultima persona che dovrebbe influire sulla loro carriera, perché i giornalisti devono controllare il Presidente del Consiglio e non viceversa. E poi perché ci sono una serie di monopoli nelle sue mani, dalla televisione privata al controllo di quella pubblica, al monopolio della pubblicità che influisce pesantemente sulla TV ma soprattutto sui giornali, e che rende Berlusconi molto influente anche sugli organi di informazione che non gli appartengono o che non controlla. Dimostrazione ne sia che è riuscito ad ottenere la testa di Ferruccio De Bortoli (ex direttore del Corriere della sera, ora direttore del Sole 24 ore), eppure lui non è azionista di quel giornale”. (…) Quanto conta la solidarietà tra giornalisti? (…) Quante volte Berlusconi ha insultato giornalisti de L’Unità o del TG3 mentre gli altri se ne stavano lì seduti facendo anche la faccia cattiva nei confronti di quello de L’Unità e di quello del TG3 che disturbano la quiete. Questo significa che il regime è entrato pesantemente nella categoria dei giornalisti e quindi non ci sono soltanto giornalisti costretti a servire: ci sono anche giornalisti felici di servire e di leccare il culo. Lo fanno senza nemmeno fare la faccia schifata. Gli piace leccare il culo, si offrono volontari”.

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