Il condottiero gay secondo Oliver Stone

Alcune riflessioni sull'omosessualità di Alessandro Magno

Va ricordato che siamo al tempo degli Dei in cui si credeva che un mortale potesse avere rapporti sessuali con la divinità, con gli animali o ancora rapporti incestuosi per motivi dinastici. La stessa Olimpiade, madre di Alessandro (nel film una bella quanto improbabile nel ruolo di madre Angelina Jolie) sosteneva che il figlio fosse frutto di un rapporto carnale con Zeus (Giove per i latini).

In seguito alla visione del film di Oliver Stone “Alexander”, mi ha sconcertato non il tanto decantato fatto che il Magno fosse GAY, quanto l’ignoranza alla base di questa falsata affermazione. Questo per ora è avvenuto in America dove, in un clima elettorale in cui veniva fortemente sottolineata la necessità di ristabilire i valori della famiglia, della fede e una moralità ultimamente latente, si è voluto a tutti i costi usare questa ricostruzione storica come capro espiatorio, si è voluto additarla e non renderle il giusto merito. In recenti interviste Stone ha dichiarato di aspettarsi un maggior consenso in Europa proprio perché la vicinanza e l’influenza della cultura ellenica, nonché una conoscenza migliore della storia dal punto di vista scolastico-accademico, daranno la giusta chiave di lettura al film. Sia chiaro, qualche parte del film può risultare pesante per via del lessico scelto o per alcune lunghissime scene di battaglia, ma d’altronde, se costui fu denominato MAGNO (il GRANDE) un perché ci sarà e saranno state, anche a buon ragione, necessarie 3 ore per riassumere le sue imprese, il suo carattere e la sua forte personalità. Una scena del filmMa torniamo al punto centrale, la presunta omosessualità del condottiero. Va ricordato che siamo intorno al 350 a.C., che ci troviamo in Grecia, culla dell’arte, patria dei giochi olimpici e del culto della bellezza del fisico e della mente civiltà, che ha dato i natali a grandi intelletti e a grandi filosofi. Va ricordato che siamo al tempo degli Dei in cui si credeva che un mortale potesse avere rapporti sessuali con la divinità, con gli animali o ancora rapporti incestuosi per motivi dinastici. La stessa Olimpiade, madre di Alessandro (nel film una bella quanto improbabile nel ruolo di madre Angelina Jolie) sosteneva che il figlio fosse frutto di un rapporto carnale con Zeus (Giove per i latini). Va ricordato, infine, il ruolo più che marginale delle donne in un ambiente prettamente maschilista. Detto ciò ci chiediamo: con chi si aveva a che fare sin dalla più tenera infanzia? Con altri uomini: uomini per parlare, per imparare l’arte della lotta, per scambiarsi pensieri, filosofici e non, insomma per tutto. Chi veniva ritenuto degno di confidenze di qualsiasi tipo, al pari di quelle che oggi noi facciamo alle nostre metà? Gli uomini. E’ quindi così difficile pensare che due uomini si amassero, ma nel senso più ampio del termine? No, non lo è affatto. Molti autori e svariati saggi parlano dell’argomento ed erroneamente i pregiudizi nascono dal fatto che alcune consuetudini da sempre in uso e conosciute presso greci e romani, siano sempre state omesse nei libri di scuola o in altri testi più noti. Oggi la bibliografia sull’argomento è ricca e può fornire un quadro generale della situazione senza sconvolgerci più di tanto, ma al contrario aiutandoci ad avere una formazione il più obbiettiva possibile. Il consiglio che posso darvi è quello di andare a vedere il film, e magari, prima, rivedere un po’ la storia. In questo modo lo si apprezzerà di più e non solo per la bella descrizione del rapporto Alessandro-Efestione, ma anche per la cura e la dovizia di particolari che Stone ha saputo rappresentare nel film grazie anche alla costante presenza, sul set, del Prof. Robin Lane Fox massimo esperto della vita del Magno di cui consiglio il libro “Alessandro Magno”. Non di omosessualità come la intendiamo noi oggi, quindi, ma di bisessualità come la intendevano loro all’epoca e anche a questo proposito segnalo due libri molto interessanti e chiarificatori: “Secondo natura: la bisessualità del mondo antico” di Eva Cantarella e l’ultimissimo libro di Valeria Palombo “Le donne di Alessandro Magno” edito da Sanzogno.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!