Taranto, Valutazione danno sanitario: Tar Lazio dà ragione ad Acciaierie d’Italia per trasparenza dati tumori

Accolto il ricorso di Acciaierie d’Italia e annullato il diniego all’accesso ai dati necessari per la Valutazione del danno sanitario dal 2012 al 2020 a Taranto, Massafra e Statte.  ARPA Puglia, AReSS Puglia e la ASL Taranto si erano rifiutate di fornirli

Di Daniela Spera

Il Tar Lazio ha accolto il ricorso di Acciaierie d’Italia per l’annullamento del diniego all’accesso ai dati impiegati ai fini della Valutazione del Danno Sanitario della popolazione residente a Taranto, Massafra e Statte (ossia l’area considerata nella VDS 2021) dal 2012 al 2020.

La richiesta era stata formulata a tutte le Amministrazioni interessate ma avevano risposto solo ARPA Puglia, AReSS Puglia e la ASL Taranto, con la nota congiunta del 23 luglio scorso, negando l’accesso alla richiedente poiché “il D.D. 188/2019 non prevede(va) una fase di interlocuzione o di <<dialogo partecipativo>> con il Gestore privato” e precisando che “invece, eventuali esigenze di chiarimenti o di acquisizione di dati tecnici, inerenti il procedimento de quo, (avrebbero potuto)… essere soddisfatte nei confronti del Mi.T.E. (Ministero della Transizione Ecologica ndr) nel rispetto dell’iter istruttorio previsto dal ridetto D.D. 188/2019”.

Il ricorso era stato presentato contro l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente per la Puglia – ARPA Puglia, l’Azienda Sanitaria Locale Taranto, il Ministero della Transizione Ecologica, l’Istituto Superiore di Sanità – ISS e l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale.

Le richieste di Acciaierie d’Italia

 Motivando la sua domanda, Acciaierie d’Italia ha specificato che “l’accesso agli atti amministrativi … richiesti (era) …strettamente necessario a comprendere la VDS 2021, anche al fine di poter espletare il … diritto di difendere i propri interessi giuridici tramite una piena partecipazione al procedimento …(e) altresì strettamente necessario a tutelare e difendere gli interessi giuridici di Acciaierie d’Italia s.p.a. nelle competenti sedi giurisdizionali, ivi incluso il giudizio RG 1207/2019 pendenti innanzi al TAR Lecce”.

In particolare, l’azienda aveva chiesto di accedere alle seguenti informazioni:

– Dati impiegati relativi alla mortalità dal 2012 al 2020 ed in particolare: – i dati individuali di mortalità nel periodo dei deceduti residenti in Puglia suddivisi per data nascita e data morte (oppure età ed anno di morte), sesso, comune di residenza alla morte, causa di morte (codificaICD X) e copia della documentazione da cui gli stessi sono stati estratti. Tale richiesta è da intendersi riferita ai soli Comuni di Taranto e Statte qualora venga messa a disposizione documentazione riportante i tassi di mortalità di riferimento di cui al punto successivo; – i tassi di mortalità di riferimento regionali (per età, sesso, anno/periodo, causa di morte) per tutte le patologie analizzate nella VDS 2021 e copia della documentazione da cui gli stessi sono stati estratti;

– Dati di ricovero 2014-2020 ed in particolare: – dati individuali di ricovero del periodo 2001-2020, anonimizzati, dei ricoverati residenti in Puglia (ovunque ricoverati) ed in particolare codice anonimo individuale, data di nascita, data di ricovero, sesso, comune di residenza al ricovero, diagnosi principale, (codifica ICD IX CM), tipo di ricovero (esclusi i dati dei ricoveri per DGR 391, i ricoveri dei reparti post acuti e in TSO) e copia della documentazione da cui i suddetti dati sono stati estratti. Tale richiesta è da intendersi riferita ai soli Comuni di Taranto e Statte qualora venga messa a disposizione documentazione riportante i tassi di mortalità di riferimento di cui al punto successivo; – i tassi di ricovero di riferimento regionali (per età, sesso, anno/periodo, causa di morte) per tutte le patologie analizzate nella VDS 2021 e copia della documentazione da cui gli stessi sono stati estratti;

-Dati di incidenza tumori maligni 2006-2020 ed in particolare: – dati individuali di incidenza tumori maligni del periodo: data di nascita e data di incidenza (oppure età e anno di incidenza), sesso, comune di residenza alla incidenza, patologia (indicando la codifica) e copia della documentazione da cui i suddetti dati sono stati estratti – tassi di incidenza dei tumori maligni provinciali (per età, sesso, anno/periodo, patologia) per tutte le patologie analizzate nella VDS 2021 e copia della documentazione da cui gli stessi sono stati estratti;

-Andamento dei tassi per il triennio per la mortalità (1980-2020), per l’ospedalizzazione (2003-2020), per l’incidenza dei tumori (2006-2020) e copia della documentazione da cui gli stessi sono stati estratti”;

– La formula con cui sono stati calcolati gli intervalli di confidenza al 90% e copia del documento da cui la stessa è stata tratta;

-Il dettaglio di codifica utilizzato per identificare la medesima patologia di un soggetto e copia del documento da cui lo stesso è stato tratto;

– Le scelte operative adottate ai fini dell’analisi e non specificate nel rapporto (es: analisi specifiche per anno o solo per periodo; classi di età utilizzate; analisi separata per comune ovvero non separata, ecc.)

-La formula utilizzata per valutare la presenza di trend nei grafici sugli andamenti per triennio e copia del documento da cui la stessa è stata tratta”.

Si sono costituiti in giudizio il Ministero della Transizione Ecologica, l’ARPA Puglia e l’ASL di Taranto, chiedendo il rigetto del ricorso, in quanto infondato.

 La decisione del Tar Lazio

Secondo il Tribunale amministrativo del Lazio non possono trovare accoglimento le numerose eccezioni formulate dalle amministrazioni riguardo ‘a) alla asserita genericità della richiesta di accesso, b) all’impossibilità di fornire i dati richiesti – che hanno condotto alle valutazioni compiute dai singoli enti nel sub-procedimento – in quanto contenuti in database informatici o perché forniti o elaborati da enti diversi (l’ASL TA avrebbe fornito i dati relativi alla mortalità per il periodo 2013/2017, l’AReSS quelli relativi ai ricoveri per gli anni fino al 2017 e i dati di incidenza dei tumori maligni per il periodo 2012-2017, poi “incrociati” con quelli ambientali ed elaborati dall’ARPA), c) alla finalizzazione dell’istanza di accesso “ad indagare ed a verificare, in via generale, l’attività posta in essere dall’amministrazione”, d) all’effetto pregiudizievole della richiesta sul buon andamento dell’Amministrazione stessa “gravando(la)… dell’onere di reperire documentazione inerente un determinato segmento di attività”, e) all’ostatività all’accesso dei profili attinenti alla privacy per la natura di dati sensibili e sensibilissimi di molti dei dati richiesti, f) alla sproporzione ed irragionevolezza della richiesta stessa, g) all’inattualità dell’istanza di accesso, in considerazione del mancato avvio, allo stato, del procedimento di riesame dell’AIA, cui la ricorrente avrebbe avuto titolo a partecipare, e alla natura eminentemente tecnica del sub-procedimento svolto dalle amministrazioni resistenti -di effettuazione di un supplemento istruttorio e di redazione di un ulteriore rapporto – che non consentirebbe per evidenti ragioni di opportunità la partecipazione in contraddittorio del Gestore.’

L’istanza di accesso, sempre secondo il Tar, ‘non risulta generica ed indeterminata o formulata soltanto al fine di poter esercitare un controllo generalizzato sull’attività della p.a.’, ma riguarda solo i dati già utilizzati dalle Amministrazioni stesse per le loro valutazioni, incluse le formule con cui sono stati calcolati gli “intervalli di confidenza”, quelle utilizzate per individuare la presenza di trend e i dettagli di codifica usati per la predisposizione del rapporto di VDS.

E aggiunge che ‘Una conferma del carattere indispensabile dell’acquisizione dei suddetti dati e documenti al procedimento “principale” può reperirsi nella nota del 14.12.2021 del Ministero della Transizione Ecologica che, come anticipato, ha sollecitato la messa a disposizione di tali elementi di indagine sia a garanzia del principio di trasparenza, sia per poter meglio svolgere le valutazioni di propria competenza.’

Tra l’altro, si legge in sentenza:’ I dati di cui la ricorrente ha chiesto l’ostensione, appaiono, poi, pacificamente contenuti in database già in possesso delle Amministrazioni che li hanno elaborati e fatti confluire “in appositi report o altri documenti equipollenti”, così da rientrare pienamente nella nozione di “documento amministrativo accessibile, in quanto detenuti dall’Amministrazione nell’ambito della propria attività”, essendo peraltro sufficiente che l’amministrazione <<estragga>> i dati richiesti …. senza necessità di fornire l’intera banca dati…” (Cons. St. 22.06.2020 n. 3981) e senza alcuna “abnorme” attività di ulteriore elaborazione o insormontabile difficoltà organizzativa (peraltro solo genericamente prospettata) che rischierebbe di pregiudicare l’efficienza degli Uffici.’

E non coglie nel segno neanche il motivo di garantire la riservatezza dei terzi, data la natura dei dati sensibili delle informazioni contenute nei documenti richiesti, dal momento che essendo ‘stati elaborati ed inseriti nelle statistiche e nel rapporto di VDS i dati dovrebbero, infatti, essere già stati anonimizzati e comunque potrebbero essere sempre in tal senso adeguatamente convertiti, anche con l’ausilio di mezzi informatici…’

E conclude che ‘il ricorso per l’accesso deve, dunque, essere accolto, con conseguente ordine alle Amministrazioni intimate, ciascuna per la parte di propria competenza, di consentire alla ricorrente nel termine di 60 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza o dalla sua notificazione, se anteriore, l’accesso ai dati ed alla documentazione richiesta nelle forme della visione e della estrazione di copia, previa anonimizzazione dei dati sanitari e di tutti i dati sensibili e sensibilissimi, se non già disponibili in tale forma. Per la complessità e la particolarità della controversia sussistono sicuramente i presupposti per compensare tra le parti le spese di lite.’

Sentenza Tar Lazio

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